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la lettera a renata tosi

"Caro sindaco non si muore solo di covid". Una pensionata ringrazia per le luci

In foto: viale Ceccarini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 16 dic 2020 16:01
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Cara Renata, non si muore solo di Covid ma anche di depressione per il futuro incerto“. Inizia così la lettera di auguri per il Natale 2020 che la signora Anna Mingardi ha voluto consegnare personalmente in Comune, al sindaco di Riccione, Renata Tosi.

Non si muore solo di Covid ma anche di depressione per il futuro incerto, per sentirsi tanto soli, per chi ha i figli lontani, per le mascherine che sì, ti proteggono ma a volte ti fanno mancare il respiro e appannano gli occhiali! Non sono poche cose per chi come me ha quasi 76 anni! – continua – Vivo a Riccione con mio marito da 16 anni, ci siamo trasferiti da Bologna perché Riccione la frequentiamo da sempre e dove ci siamo innamorati. Allora erano anni fantastici, gli anni del boom, i favolosi anni Sessanta! Ora siamo in un momento di grande difficoltà, ma ti ringrazio di cuore, tu che hai avuto tante critiche, da me hai un GRAZIE immenso perché con le luci che hai fatto mettere per tutta Riccione hai squarciato il buio che si era formato dentro di me e anche in tanti anziani. Grazie di aver pensato alle persone tristi, grazie per averci dato la gioia di avere illuminato oltre la città anche i nostri cuori. Ti auguro in sereno Natale di salute e serenità“.

Conserverò gelosamente questa lettera – ha detto il sindaco Tosi – non solo perché mi ha commosso nella sua semplicità e sincerità, ma perché credo che molto spesso, le scelte politiche e amministrative, anche quelle che sembrano impopolari, osteggiate, azzardate, controcorrente, se fatte con un profondo senso di umanità, sono sempre giuste. La lettera della signora Anna secondo me trasferisce benissimo quello che è il sentire di tanti cittadini che porteranno nel proprio animo le ferite di un anno così difficile. Il mio grazie, il mio affetto e i miei auguri, guardando al futuro con un po’ di ottimismo, ad Anna e a quanti ne condividono il pensiero“.

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