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la casa degli affetti

Abbracci con i parenti in sicurezza per gli ospiti del Maccolini

In foto: Istituto casa di riposo per anziani Maccolini - iniziativa Casa degli Affetti - anziani isolati dalle famiglie per il Covid 19 Corona Virus - Photo PETRANGELI
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 22 nov 2020 12:23 ~ ultimo agg. 23 nov 13:45
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Si chiama ‘Casa degli affetti’ ed è stata creata all’interno della Chiesa della Casa di Riposo Maccolini di Rimini. Qui in sicurezza gli ospiti possono dare un abbraccio ai familiari, che a causa della seconda ondata della pandemia non possono andare a trovarli.
La Casa di riposo gestita dalle Suore di Carità SS. B. Capitanio e V. Gerosa da tutti conosciute come Suore di Maria Bambina non è rimasta immune, come invece successo a primavera, al virus, anche se la diffusione è stata gestita nel migliore dei modi e con grandi sforzi. Ad oggi ci sono 9 casi positivi in via di guarigione su un totale di 180 tra ospiti e suore anziane.
Ma nell’istituto non ci si è voluti arrendere alla solitudine imposta dalla malattia. La superiora Suor Rita Benigni, in due giorni, grazie al sostegno della società OTTIMA Servizi, ha messo in piedi l’iniziativa della casa degli affetti. Una struttura in legno sigillata, un vetro e dei manicotti monouso in cui inserire le braccia permettono un contatto, anche fisico, ma in estrema sicurezza tra gli ospiti e i loro familiari.
In un momento drammatico per il Paese e per tutti noi – afferma suor Rita – dove l’aumento dei contagi del Covid – 19 ci ha fatto ricadere in una situazione tetra e apparentemente senza via di uscita ho pensato che avevamo bisogno di un gesto di speranza. E così ho voluto fare qualcosa: creare appunto la Casa degli affetti”.
Essere abbracciati – continua – è uno dei gesti più dolci che una persona riceve e ricambia. Un abbraccio, soprattutto per le persone anziane, racchiude in sé tantissimi significati che vanno dall’esprimere amore, affetto, consolazione, comprensione. Mi sembrava giusto che in questo concitato momento, dove ovviamente il nostro primo obiettivo è arrestare l’avanzata del Virus, dovesse essere aperta una breccia di luce. I nostri nonni, hanno bisogno di cose belle!
Appena l’Istituto ci ha chiamato – afferma Giulio D’Angelo Amministratore Delegato OTTIMA Servizi – abbiamo subito accettato la sfida e ci siamo organizzati con i nostri falegnami e tecnici per trovare una soluzione sicura ma che permettesse un contatto ravvicinato. Siamo sempre impegnati nel settore di allestimento fieristico e questa è stata un’iniziativa del tutto inconsueta ma che ci ha aperto il cuore. L’affetto e l’aiuto reciproco devono sostenere la comunità in questi momenti terribili.”
Un contatto ravvicinato ma in sicurezza quindi, che sarà contingentato a coloro che possono essere accompagnati fino in Chiesa e che partirà appena la situazione sarà più stabile, ma è un primo passo, in attesa della riapertura della Casa di riposo a tutti.
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