Indietro
menu
Virus, anticipare non inseguire

Covid. Fondazione Gimbe: politica non ha vera strategia

In foto: repertorio
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 22 ott 2020 16:04
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 3 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

L’avvicendarsi di DPCM a cadenza settimanale l’introduzione di ulteriori misure in alcune Regioni, dal coprifuoco alla chiusura dei centri commerciali nei weekend, dimostrano che la politica non ha una vera strategia per contenere la seconda ondata. Sono le parole del presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta che invita il Governo a “prendere atto che il virus corre sempre più veloce delle loro decisioni. Non si può continuare ad inseguirlo basandosi sui numeri del giorno che riflettono i contagi di 15 giorni prima, ma occorre guardare alla proiezione delle curve a 2 settimane per decidere immediatamente lockdown mirati, eventuali zone rosse locali e misure restrittive molto più rigorose.” Una presa di posizione netta a commento del consueto monitoraggio sulla situazione epidemiologica da parte della Fondazione.

Nella settimana  tra il 14 e il 20 ottobre in Emilia Romagna si registrano 228 casi positivi ogni 100mila abitanti con un incremento del 9,3%. Il rapporto tra positivi e casi testati è dell’8,7%. I ricoverati con sintomi sono 11,9 ogni 100mila abitanti mentre quelli in terapia intensiva 1,7. Indicatori, tranne quello delle terapie intensive, migliori rispetto a quelli medi italiani.

Nuovi casi. Si sono registrati 33.778 nuovi casi in Italia, quasi il doppio rispetto alla settimana precedente. A livello nazionale l’incremento percentuale dei casi totali è del 18,9%, con variazioni regionali che oscillano dal 7,8% della Provincia Autonoma di Trento al 44,9% della Campania.
Casi testati. Anche sul fronte della capacità di testing & tracing le performance regionali sono molto variabili: a fronte di una media nazionale di 1.045 casi testati per 100.000 abitanti, il numero varia dai 561 della Provincia Autonoma di Trento ai 1.832 del Lazio. “Il dato più allarmante – spiega il Presidente – è la brusca impennata del rapporto positivi/casi testati dal 7% al 10,9%, che certifica il fallimento del sistema di testing & tracing per arginare la diffusione dei contagi” Le notevoli variabilità regionali documentano che la “prima diga” è definitivamente saltata in alcune Regioni: ad esempio in Valle d’Aosta oltre un caso testato su 3 è positivo e in Liguria quasi 1 su 4.
In questa fase di rapida risalita dei contagi – spiega Cartabellotta – piuttosto che contare i numeri del giorno, è fondamentale seguire la dinamica delle curve su base settimanale. Infatti, dal 6 ottobre si impenna il trend dei casi attualmente positivi, dei pazienti ricoverati con sintomi e di quelli in terapia intensiva, seguito una settimana dopo da quello dei decessi”. In altri termini, anche se in termini di numeri assoluti cambia l’ordine di grandezza, l’andamento di tutte le curve è ormai molto simile. In dettaglio:
Casi attualmente positivi. Il raddoppio dei nuovi casi nelle ultime due settimane ha espanso in maniera rilevante il bacino dei casi attualmente positivi che hanno raggiunto il numero di 142.739. Al 20 ottobre, rispetto ad una media nazionale di 236 casi attualmente positivi per 100.000 abitanti, il range varia dai 64 della Calabria ai 577 della Valle D’Aosta.

Ricoveri e terapie intensive. Anche sul versante delle ospedalizzazioni il trend è diventato esponenziale: nella settimana 14-20 ottobre i pazienti ricoverati con sintomi sono aumentati del 66,5% (+3.378) e quelli in terapia intensiva del 69,3% (+356), con un rapporto costante di 10:1.
Decessi. Dopo un trend in lento ma costante incremento, nell’ultima settimana i pazienti deceduti sono più che raddoppiati, passando da 216 a 459, con un trend di crescita che si allinea a quello dei pazienti ospedalizzati e in terapia intensiva.
I dati confermano, spiega la Fondazione Gimbe, che i sistemi di tracciamento sono già saltati in gran parte del territorio nazionale e adesso l’obiettivo primario è prevenire il sovraccarico di ospedali e terapie intensive, al fine di contenere l’incremento della letalità.

Notizie correlate
di Redazione   
VIDEO