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L'interrogazione di Frisoni

Celletta di Sant'Antonio in decadimento, l'Art Bonus per la manutenzione

In foto: il "tempietto" di Sant'Antonio
di Redazione   
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ven 23 ott 2020 13:46 ~ ultimo agg. 15:58
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Nella seduta di ieri sera il consigliere comunale Davide Frisoni, ora nel gruppo misto di minoranza, ha interrogato sullo stato della Celletta di Sant’Antonio in Piazza Tre Martiri, lamentandone il degrado e in particolare i problemi di infiltrazioni e di sbriciolamento delle pietre utilizzare durante l’ultimo restauro.

“Da anni associazioni e privati chiedo di mettere mano al restauro, offrendosi anche come interlocutori e propositori per un intervento”, ha ricordato Frisoni, che poi è passato nello specifico delle richieste: “Indagini scientifiche, valutazione sui materiali
costruttivi e tipo di intervento di restauro.  Sarà utile anche la messa in sicurezza degli arredi interni così come occorrerà fare indagini sulle pareti per verificare la presenza di possibili affreschi. Il consolidamento della struttura e del bellissimo portale in bronzo e la realizzazione di un impianto elettrico interno a norma e una nuova illuminazione esterna più adeguata all’importanza del monumento”. Frisoni ha chiesto una quantificazione economica degli interventi necessari e, come provocazione, la quantificazione del valore di una eventuale acquisizione tramite raccolta fondi tra privati (impraticabile di fatto in quanto bene demaniale inalienabile).

L’assessore Piscaglia ha assicurato che non c’è disinteresse da parte dell’Amministrazione Comunale, e che non ci sono al momento problemi di stabilità per la struttura. ” L’ultimo intervento di restauro risale al 2001, secondo stralcio di un progetto avviato nel 1986 e portato a termine dall’allora direttore dei Musei Comunali Pierluigi Foschi. E’ quindi un pezzo del patrimonio della città verso il quale non c’è disinteresse e il suo intervento di restauto rientra tra le opere sulle quali non possiamo intervenire nell’immediato, ma che abbiamo in progetto di realizzare. Sappiamo quali sono i problemi, che come detto non toccano l’aspetto strutturale e dunque la staticità; sono invece presenti delle infiltrazioni ed è necessario intervenire sui tre lati della celletta realizzati in pietra arenaria di San Marino”.

L’intenzione di intervenire c’è. Ha però ricordato come oggi le risorse per le manutenzioni ordinarie e straordinarie siano prioritariamente destinate alla messa a norma delle scuole. La soluzione per la Celletta di Sant’Antonio, ha spiegato, potrebbe essere quella di inserire il restauro nell’elenco dei beni finanziabili tramite Art Bonus, il  credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo.

 

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