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Fondazione Gimbe

Covid, i casi in Regione aumentano ma meno della scorsa settimana

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 10 set 2020 13:59 ~ ultimo agg. 14:05
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Nella settimana dal 2 all’8 settembre i nuovi casi di coronavirus in Emilia Romagna sono stati 833, 94 in meno rispetto alla settimana precedente. Si tratta del calo più consistente tra le regioni italiane benché resti superiore alla media il numero di nuovi casi per 100.000 abitanti (18,68 rispetto ai 16,51 italiani). E’ quanto emerge dal monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE.

In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano in Italia le seguenti variazioni:
• Decessi: +26 (+56,5%)
• Terapia intensiva: +36 (+33,6%)
• Ricoverati con sintomi: +380 (+27,5%)
• Nuovi casi: +9.964 (+10,5%)
• Casi attualmente positivi: +7.035 (26,3%)
• Casi testati +26.255 (+6,6%)
• Tamponi totali: +38.287 (+6,4%)
Nell’ultima settimana – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBEcrescono i nuovi casi e, soprattutto, le persone attualmente positive, sia per l’incremento dei casi testati, sia per il costante aumento del rapporto positivi/casi testati. Si consolida inoltre il trend in aumento delle ospedalizzazioni con sintomi e dei pazienti in terapia intensiva. Sono tutti segnali che, guardando a quello che sta accadendo Oltralpe, impongono di mantenere molto alta l’attenzione“.
La Fondazione evidenzia l’aumento progressivo dei focolai, prevalentemente autoctoni, in parte da rientro di vacanzieri e, in misura minore, di importazione da stranieri. Dai 1.408 nuovi casi della settimana 15-21 luglio siamo passati a 9.964 di quella 2-8 settembre, con un incremento del rapporto positivi/casi testati dallo 0,8% al 2,4%. Una dinamica che determina il progressivo aumento dei casi attualmente positivi che in poco più di un mese sono passati da 12.482 a 33.789.

Per quanto riguarda i pazienti ospedalizzati non si registra alcun tipo di sovraccarico del sistema ospedaliero nazionale, ma in un mese e mezzo si evidenzia comunque un aumento: dal 21 luglio all’8 settembre i ricoverati con sintomi sono passati da 732 a 1.760 e i pazienti in terapia intensiva da 49 a 143. Sette Regioni contano oltre il 75% dei pazienti ricoverati con sintomi: Lazio (354), Lombardia (248), Campania (220), Puglia (163), Emilia-Romagna (130), Sicilia (104) e Piemonte (104). Il 62% dei ricoverati in terapia intensiva si distribuisce in 6 Regioni: Lombardia (27), Emilia-Romagna (16), Sicilia (13), Veneto (12), Liguria (11) e Sardegna (10).

Anche se si tratta di numeri esigui – puntualizza Cartabellotta – che al momento non determinano alcun sovraccarico dei servizi ospedalieri, il trend in costante aumento, insieme all’incremento dei casi attualmente positivi, impongono di mantenere la guardia molto alta, soprattutto in alcune Regioni“. La Fondazione, ricordando anche la cruciale riapertura delle scuole, invita ad evitare il caos organizzativo di qualche settimana con il rientro dei vacanzieri da zone di contagio, e auspica il rispetto delle indicazioni operative per la gestione di casi e focolai nelle scuole definite dall’Istituto Superiore di Sanità. Devono essere “attuate in modo uniforme in tutte le Regioni – conclude il presidente –, garantendo un tempestivo sistema di testing e tracing dei casi che si manifesteranno tra alunni e insegnanti“.

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