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La "Pompei riminese"?

Frisoni a Gnassi. Piazza Malatesta, progetto da rivedere, rischia di dividerci

In foto: Davide Frisoni
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
lun 31 ago 2020 16:27 ~ ultimo agg. 16:30
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Non si può andare avanti con il progetto di piazza Malatesta ignorando il patrimonio storico che potrebbe affiorare dagli scavi, come già mostrano alcuni indizi e come la storia della Domus del Chirurgo ha già insegnato. Lo dice il consigliere comunale Davide Frisoni di Patto Civico Italia Viva rivolgendosi al sindaco: lo spazio pubblico va rivisto, per Frisoni, nell’ottica del “gran spettacolo della nostra storia”. Che non può neanche essere sacrificato al progetto di una “grande arena” quando gli spazi per eventi culturali a Rimini non mancano. Frisoni parla anche del tema di oggi degli alberi (erano curabili, spiega). E un paio di frasi sono sintomatiche del suo rapporto delicato con sindaco e maggioranza: “La storia non inizia e non finisce con te caro Andrea” e “questo intervento di Piazza Malatesta rischia di dividerci inesorabilmente”.


E’ noto ormai che non amo molto questo progetto così espansivo del Museo Internazionale Federico Fellini. Non mi sono mai opposto all’idea di dedicare a lui un museo e si stanno già realizzando le due sedi espositive e archivistiche. Adesso rivediamo questa parte che riguarda lo spazio pubblico.

Ho già scritto al Sindaco Andrea Gnassi. Pronto a chiedere di fermare immediatamente il cantiere dei sotto servizi per rivedere in toto il progetto di Piazza Malatesta.

Come i fatti stanno dimostrando, sta emergendo quella che ho definito poco tempo fa “la Pompei Riminese” è evidente a tutti che non sono andato tanto lontano dai fatti. Da ragazzo andai a parlare con l’allora presidente della Fondazione Carim, l’avv. Massimo Pasquinelli, per raccontargli una visione che coinvolgeva il Teatro Galli (ancora da restaurare), il Castel Sismondo e Piazza Malatesta.

Gli dissi…“Immagina un Teatro della Storia Riminese. Adesso pensa che bello sarebbe entrare al Teatro Galli, paghi il biglietto dello spettacolo, attraversi il foyer, sali i cinque gradini per accedere alla platea, si apre un sipario e… lo spettacolo di un gigantesco scavo archeologico fa correre l’occhio verso la quinta teatrale di Castel Sismondo!… Il gran spettacolo della nostra storia!!”

Piazza Malatesta è un patrimonio immenso. Si rischia di poter trovare il “tesoro” della nostra storia. Quello che tutti definiscono il “Petrolio dell’Italia” e sono d’accordo. Ma poi bisogna investirci davvero. Così come avvenne per la Domus del Chirurgo sempre a Rimini, anche qui il rischio di fare ritrovamenti importanti è alto… per fortuna.

E’ necessario finanziare e disseppellire tutti gli artefatti storici, tutta la controscarpa del fossato del castello (ne troveremo una parte anche dall’altro lato della piazza) che, stando alle fonti storiche, fu riempita delle macerie della Cattedrale di Santa Colomba  e quindi con possibilità di trovare marmi decorativi e perché no statue. Poi ci sono le murature rinascimentali, medievali e alcune parti romane che stanno emergendo nonostante lo scavo non sia molto in profondità. Si vede la traccia di un abside proprio a fianco di Santa Colomba e non indagare sarebbe un errore gravissimo. Così come il selciato romano che attraversa la piazza in verticale.

Troppa storia per non rivedere il progetto di installazione delle fontane e di un selciato di pavimentazione grigia e triste. Poi c’è il tema dell’utilizzo di questo immenso piazzale.

Non abbiamo bisogno di un’altra arena per spettacoli, ne abbiamo già a sufficienza. Li a fianco c’è l’arena Francesca da Rimini. Abbiamo appena dato voto favorevole al nuovo progetto del padiglione per eventi e spettacoli alla IEG. Abbiamo già RDS Stadium dedicato. Piazzali distribuiti su tutta la costa e tanto altro.

In questo luogo occupiamoci invece dello “spettacolo della storia”! Per ultimo ma non meno importante c’è la questione degli alberi malati (ma curabili) che il Sindaco aveva promesso pubblicamente di non tagliare. Purtroppo i fatti stanno raccontando altro. Non importa che questo scavo non sia terminato per la fine del mandato di Gnassi (e il mio)

La storia non inizia e non finisce con te caro Andrea. Ma insieme stiamo lasciando un segno del nostro momentaneo governo della città, positivo in molte sue parti.  Ma questo intervento di Piazza Malatesta rischia di dividerci inesorabilmente. Se vuoi possiamo lavorarci sopra insieme. Io sono sempre stato disponibile…

Vorrei che questa storia si potesse trasformare in un testamento trasmesso ai posteri che potrebbe citare più o meno così “Non abbiate paura di fare scelte coraggiose, perseguite il bene comune, costruite il futuro, abbiate rispetto e valorizzate tutta la nostra storia antica e contemporanea”. Sono convinto che sarebbe un bene per tutta la città.

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di Maurizio Ceccarini