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Il caso di un riminese

Volo cancellato per Covid, ma l'aeroporto è chiuso per lavori

di Serena Saporito   
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gio 16 lug 2020 18:04 ~ ultimo agg. 17 lug 12:37
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Il volo doveva partire ai primi di luglio: destinazione Parigi. Peccato che l’aeroporto di partenza, lo scalo milanese di Linate, fosse chiuso, da mesi, per lavori. Era chiuso anche quando il viaggiatore ha acquistato il biglietto e ha riaperto solo il 15 luglio, in sordina, ancora con pochi voli. Il sospetto ora è che quei biglietti siano stati venduti al viaggiatore riminese da Alitalia quando già era chiaro che il volo non ci sarebbe stato.

Che il caso rientri nel fenomeno dei cosiddetti “voli fantasma” contro cui sono sul piede di guerra le associazioni dei consumatori in questa estate post covid? Genericamente al coronavirus faceva riferimento come motivazione la mail arrivata al riminese Alberto Oppi, da parte della compagnia per annunciare, a una settimana dalla partenza, la cancellazione del volo.

Rivolgendosi a Federconsumatori, poi l’amara scoperta: ovvero il fatto che le compagnie aeree accordano in genere un voucher in questi casi, ovvero un buono per acquistare un altro volo, rimborsabile solo dopo 12 mesi. Nel caso specifico, il signor Alberto a Parigi doveva andarci per motivi familiari per forza in quel momento e quindi ha dovuto comprare, all’ultimo, altri due biglietti per sé e la moglie, con un consistente danno economico.

Antitrust ed Enac hanno già chiarito che ormai non si può ricondurre più al Covid la cancellazione di un volo. Eppure le segnalazioni, sulle diverse compagnie, continuano ad arrivare al servizio “Sos del turista”: in questo momento Federconsumatori provinciale ne segue due, entrambe riguardano Alitalia.

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