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Industria in difficoltà. Per recuperare, molti al lavoro in agosto

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 29 lug 2020 13:35 ~ ultimo agg. 15:43
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Delle tre province della Romagna è stata l’unica ad essere dichiarata zona rossa, e l‘industria ne ha fortemente risentito. Rimini fa i conti con contrazioni importanti su tutti gli indicatori economici del settore. I dati emergono dall’indagine congiunturale del primo semestre dell’anno realizzata da Confindustria Romagna. Alla survey ha risposto circa il 20% degli iscritti del comparto manifatturiero e dei servizi. Il campione non comprende il settore delle costruzioni. Rispetto allo stesso periodo del 2019 calano produzione (-6,3%), fatturato (-9%), fatturato interno (-6,3%), fatturato estero (-5,1%). Si evidenzia anche un calo per quanto riguarda gli ordini: il 65,2% delle aziende riminesi segnala una diminuzione degli ordini totali, solo per un 26,1% sono stazionari e per l’8,7% in aumento; per gli ordini esteri un 53,3% li ha visti in diminuzione, un 42,2% stazionari e in aumento il 27,7%. Per recuperare un po’ di terreno diverse aziende hanno deciso di rimanere aperte ad agosto (il 26%) o, comunque, di ridurre il periodo di chiusura (il 39%).

Anche l’occupazione, nonostante i provvedimenti del Governo, ha subito una diminuzione, seppur contenuta: -0,5% dopo sette semestri di incremento. Da maggio però c’è stato un incremento del dato occupazionale proprio nell’industria e questo porta ad avere fiducia in un miglioramento dei dati nel prossimo semestre.

Sui prossimi sei mesi non c’è particolare ottimismo su una accelerazione della ripresa. La maggior parte delle imprese ha una sostanziale aspettativa di stazionarietà sia su produzione, ordini e occupazione. L’andamento della produzione viene previsto stazionario da un 67,4% delle imprese, in aumento da un 19,6% e il 13% degli imprenditori prevede una diminuzione. Per quanto riguarda invece le previsioni sugli ordini: il 33,3% degli imprenditori prevede una stazionarietà, il 24,4% prevede un aumento e il 42,3% una diminuzione. Con riferimento agli ordini esteri: per il 39,1% sono previsti stazionari, per il 17,4% in aumento e per il 43,5% in diminuzione. Per quel che riguarda le giacenze, il 76,6% delle imprese le prevede stazionarie, il 6,4% in aumento e il 17% in diminuzione.

Le previsioni sull’occupazione sono stazionarie per il 55,6% del campione, in crescita per il 15,6% e in calo per l’28,8%.

 

NUMERI DELLA ROMAGNA 

Produzione -12,9%.

Fatturato -16,2%, determinato da una diminuzione del fatturato interno del -17,1% e di quello estero del -12,9%.
Ordini: il 59,7% segnala una diminuzione degli ordini totali e solo un 13% un aumento; per gli ordini esteri un 40,5% li ha visti in diminuzione ed un 49,7% stazionari.

Occupazione -0,4%.

Giacenze stazionarie per il 61,3% del campione, in aumento per il 26,5% e in diminuzione per il 12,2%.

Costo delle materie prime stazionario per il 74,8%, in aumento per 12,3% e in diminuzione per il 12,9%.

Ferie estive: il 33% resterà aperto, il 27% chiuderà per un periodo inferiore rispetto agli anni precedenti.

Previsioni secondo semestre 

Produzione stazionaria per il 66,9%, in aumento per il 20,1% e in diminuzione per il 13% degli intervistati.
Ordini il 43,1% delle aziende prevedono una stazionarietà, il 26,8% un aumento e il 30,1% una diminuzione. Ordini esteri: per il 37% saranno stazionari, per il 29,2% in aumento e per il 33,8% in diminuzione.

Giacenze, il 71,6% delle imprese le prevede stazionarie, l’11,6% in aumento ed il 16,8% in diminuzione. Occupazione sono stazionarie per il 60,8% del campione, in crescita per il 19% e in calo per il 20,2%.