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dal 1 gennaio 2021

Morciano recede dalle convenzioni dell'Unione. Scossone in Valconca

In foto: il Municipio di Morciano
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 17 giu 2020 14:18
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E’ polemica in Valconca sulla decisione del Comune di Morciano di recedere dalle convenzioni con l’Unione a partire dal 1° gennaio 2021 pur rimanendo tra i Comuni fondatori dell’ente. La decisione è stata comunicata ieri e viene definita “a lungo ponderata ma non più rinviabile, a maggior ragione dopo l’emergenza Covid-19 che ha dimostrato tutti i limiti organizzativi e funzionali dell’organizzazione della pubblica amministrazione ai vari livelli”. L’ente sovracomunale, a detta dell’amministrazione morcianese, ha tante lacune che non permettono di garantire la giusta qualità dei servizi.  “A ciò – spiega Andrea Agostini, assessore al Bilancio e vicesindaco  – si aggiungono situazione conflittuali mai sanate (delle quali le più importanti sono legate alla Rsa ‘Gli Ulivi’ e al mancato adempimento ad accordi transattivi da parte dell’Unione della Valconca in merito al rilascio di immobili di proprietà del Comune di Morciano ) che evidenzia l’impossibilità di una interlocuzione costruttiva e reciproca in materia di gestione dei servizi delegati”.

Morciano contribuisce con 200mila euro alle spese dell’unione: “Somma che non appare più giustificata dalla qualità e modalità dei servizi erogati“. Non convince neanche il modello decisionale in cui il più piccolo dei comuni ha lo stesso peso politico di Morciano. “Avremmo voluto evitare di giungere a questa decisione, ma i vari appelli – come quello per la revisione delle convenzioni, non in linea con le mutate esigenze del territorio, e dello statuto – sono sempre caduti nel vuoto”.

Amareggiata dalla decisione la presidente dell’Unione Valconca Elena Castellari:  “In un primo momento  il sentimento provato è stato quello di amarezza e rabbia. Il problema principale con il Comune di Morciano è un problema di dialogo: mentre con gli altri Sindaci il confronto è continuo e costante su tutte le questioni che riguardano l’Ente con Morciano il confronto non c’è stato a causa della scarsa presenza del primo cittadino.  In tale situazione, così delicata per il futuro dell’Unione, noi rispondiamo coi risultati. A fine mese, infatti, conferiremo due ulteriori funzioni all’Unione (Sue e Controllo di Gestione) e grazie al supporto economico e non della Regione Emilia-Romagna riusciremo ad affrontare le prossime sfide. Concludo dicendo che alcune delle criticità sollevate dal Comune di Morciano oggettivamente esistono e meritano di essere discusse e sviscerate in modo costruttivo dalle parti sociali e politiche. Noi, non chiuderemo la porta in faccia a nessuno.”

Critica più diretta da Riziero Santi, sindaco di Gemmano e presidente della provincia che ha commentato la decisione su Facebbok:  “Diciamo le cose come stanno, Morciano non è uscito dall’Unione. Morciano ha rescisso le Convenzioni che consentono di ottenere i contributi regionali per la gestione dei servizi. Si potrebbe dire che ha fatto come quello che si priva degli attributi per fare dispetto alla moglie. Morciano sa di non avere alternative all’Unione, infatti non ne esce formalmente ma provoca solo la rottura sul piano politico. Una provocazione che a mio avviso andrebbe raccolta rilanciando alto con la rifondazione dell’Unione stessa. Sarà necessario passare velocemente alla “fase rifondativa” riscrivendo di sana pianta, insieme anche a Morciano, le regole d’ingaggio, lo Statuto e le Convenzioni. Tutto questo nell’unica finestra temporale possibile di luglio/dicembre 2020. Se non si farà questo percorso allora salterà tutto davvero e non tanto per l’Unione ma per tutti i comuni della Valconca, compreso Morciano, sarà il tracollo“.