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Ok a rinegoziazione

Mutui provincia. "Parere revisori e valutazione di merito che non compete"

In foto: Riziero Santi
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 28 mag 2020 19:12
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La provincia di Rimini, col voto positivo del consiglio provinciale, procederà alla rinegoziazione dei mutui nonostante il parere negativo dei revisori dei conti (vedi notizia). Un parere che, nella nota diffusa dall’Ente, viene definito come “una valutazione di merito che non è propria dell’organismo di controllo“. Il presidente Riziero Santi ha già chiesto un incontro chiarificatore.

La rinegoziazione, prevista dal Dl Rilancio per liberare risorse per gli enti locali, comporta anche un allungamento dei tempi di restituzione e sconta un aumento dei costi. “Ma tutto – spiega la provincia – va rapportato alla straordinarietà del momento che stiamo vivendo“.

A causa di un problema tecnico un consigliere di maggioranza non ha potuto votare l’immediata esecutività rischiando così di far perdere all’Ente uno sgravio di 850 mila euro per il 2020. Una situazione a cui porrà rimedio un decreto del presidente Santi.

La nota stampa

Il Consiglio provinciale, convocato ieri in videoconferenza, ha approvato a maggioranza (contraria l’opposizione) la delibera di rinegoziazione dei mutui contratti dall’Ente con la Cassa Depositi e Prestiti, la sospensione della quota capitale dei mutui MEF e la moratoria dei pagamento delle quote capitale dei mutui contratti con istituti di credito aderenti all’accordo ABI-ANCI-UPI.

La Provincia di Rimini, come quasi la totalità dei Comuni e molte altre Province, intende infatti avvalersi di quanto previsto dal Decreto Rilancio procedendo alla rinegoziazione dei mutui. In base ad una attenta valutazione costi/benefici svolta dalla ragioneria dell’Ente la rinegoziazione non riguarderà tutti i mutui, che ammontano a 36 milioni di euro, ma solo i mutui più recenti e quindi a più lunga scadenza.

Ovviamente una rinegoziazione che comporta un allungamento dei tempi di restituzione sconta un aumento dei costi, ma tutto va rapportato alla straordinarietà del momento che stiamo vivendo. Le rinegoziazioni che l’Ente ha già fatto in precedenza l’hanno salvato dal default, mentre questa rinegoziazione consentirà di far fronte al momento di straordinaria criticità, assicurando la continuità nella gestione delle funzioni come la messa in sicurezza di scuole e strade e, al tempo stesso, mantenendo l’equilibrio di bilancio. Infatti l’Ente dovrà far fronte alla gestione delle proprie funzioni con una previsione di entrate falcidiate dalla grave crisi dovuta all’emergenza Covid-19 che ha bloccato il mercato dell’auto, principale fonte di finanziamento dell’Ente.

Va precisato che la competenza delle rinegoziazioni è delle Giunte – e quindi nella fattispecie delle Province del presidente – ma per garantire informazione e trasparenza la decisione è stata portata in Consiglio, che nella seduta di ieri ha approvato la decisione a maggioranza. Il Consiglio si è tenuto in videoconferenza e un problema tecnico ha impedito il voto ad un consigliere di maggioranza sull’immediata esecutività e così, per ragioni burocratiche si rischia di perdere uno sgravio di 850 mila euro per il solo anno 2020. Per porre rimedio a questa situazione così penalizzante per la nostra comunità il presidente Riziero Santi si avvale della facoltà che prevista dalla legge e, forte anche del voto favorevole di due terzi del Consiglio, darà seguito alla delibera approvata con un Decreto, questo immediatamente eseguibile e quindi nei tempi utili previsti dalla legge per procedere alla rinegoziazione con la Cassa Depositi e Prestiti.

Il parere contrario sulla delibera dei Revisori dei conti, in controtendenza rispetto ai pareri favorevoli rilasciati dagli organi di revisione di tutti gli enti che hanno rinegoziato, non è posto per un problema di legittimità dell’atto (del resto si tratta di una pratica prevista per legge), ispirata a criteri di buon senso e ragionevolezza, e nemmeno di assenza di analisi e parere positivo della Ragioneria e della Segreteria dell’Ente, ma piuttosto su una valutazione di “merito” che non è propria dell’organismo di controllo. Il presidente ha già disposto tuttavia di promuovere un incontro chiarificatore con il Collegio dei Revisori.