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97% in settore servizi

Cassa in deroga per quasi 10mila lavoratori riminesi

di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 14 mag 2020 13:25 ~ ultimo agg. 13:25
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Sono 3.406 le unità produttive della provincia di Rimini che hanno avuto accesso alla cassa integrazione in deroga per un totale di 9.915 lavoratori coinvolti e quasi 2,7 milioni di ore. Solo nella città metropolitana di Bologna e nel modenese ci sono state domande più elevate. Reggio Emilia è invece in linea con Rimini. Complessivamente in Regione sono 43.812 le domande di Cig in deroga presentate da parte di 32.258 datori di lavoro. Oltre 95mila i lavoratori coinvolti. Le richieste valutate sono circa il 95% e quell autorizzate e trasmesse all’Inps per il pagamento sono 37.573. Quasi il 97% riguarda il settore dei servizi (prevalentemente commercio al dettaglio e all’ingrosso e alloggio e ristorazione) mentre i lavoratori coinvolti sono in stragrande maggioranza operai e impiegati (rispettivamente 48,2% e 43,1%), soprattutto donne (61,8%). Nove datori di lavoro su dieci tra quelli che hanno presentato domanda hanno imprese piccolissime (fino a 5 dipendenti).

La prossima settimana chiuderemo al 100% tutte le richieste che ci sono pervenute” – annuncia l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Vincenzo Colla che conferma l’impegno a sollecitare la velocizzazione dei pagamenti da parte dell’Inps. “Inoltre – aggiunge –, abbiamo risollecitato il sistema bancario affinché non ci siano vuoti rispetto al pagamento dell’anticipazione. E su quest’ultimo aspetto, stiamo tra altro definendo un accordo con Poste Italiane. Qualora ci fossero problemi è possibile contattare gli uffici dell’Agenzia regionale al Lavoro scrivendo all’indirizzo arlinfoderoga@regione.emilia-romagna.it”.

La novità degli ultimi giorni è che si è passati da circa 3 mila domande di cassa alla settimana a 400. “A conferma – spiega Colla – che il 4 maggio è stata una riapertura vera. Se riusciamo a far ripartire il 18 anche i settori del commercio e dei servizi, facendo planare gli ammortizzatori, la ripresa delle condizioni di lavoro sarà a cascata positiva anche per le condizioni economiche delle famiglie. In Emilia-Romagna i nostri sforzi vanno nella direzione di scongiurare, puntando sul lavoro, di passare da una pandemia sanitaria a una pandemia sociale”.

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