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Critiche al comune

Alcol da asporto. Confcommercio contro lo stop alle 19 a Riccione

In foto: Alfredo Rastelli Fipe Riccione
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
ven 29 mag 2020 18:42
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Provvedimenti di questo tipo rischiano di mettere la parola fine a molte attività che compongono l’offerta riccionese“. A dirlo è il presidente della Fipe Confcommercio di Riccione, Alfredo Rastelli, che critica la decisione del comune di Riccione di emanare un’ordinanza che prevede per i prossimi due mesi lo stop all’alcol da asporto a partire dalle 19. “Così – dice Rastelli – non solo si mettono in difficoltà gli operatori che in questi mesi hanno investito sulla possibilità di fare asporto, ma anche i cittadini che ad esempio usciti dal lavoro non potranno più nemmeno acquistare il vino per cena. Benissimo tutelare la salute e preservare le distanze, ma viviamo e operiamo in una città turistica: è inutile far leva sull’accoglienza e poi fare trovare una Riccione dove dalle 19 scatta il proibizionismo sulla vendita dell’alcol e si vietano aperitivi in piedi anche in zone con spazi tali da poter evitare assembramenti. Pensiamo che lo stop alle 20 o alle 21 sarebbe stato più congruo alle esigenze di tutti. L’ordinanza poi arriva al 31 luglio: in un periodo in cui le cose cambiano così velocemente dare limitazioni così prolungate è davvero eccessivo e blocca sul nascere ogni idea di ripartenza”. Sulla stessa linea il presidente provinciale di Confcommercio Gianni Indino che parla di una misura “oltremodo restrittiva, sia per quanto riguarda l’orario dello stop alle vendita, ovvero le ore 19 che in estate significa poco più che pomeriggio, sia per la lunghezza della validità del provvedimento che allunga le restrizioni fino al 31 luglio e quindi per buona parte della stagione estiva. Pur comprendendone gli obiettivi, non possiamo essere contenti. In poche ore abbiamo ricevuto decine di telefonate di protesta da parte degli imprenditori della Perla Verde. A Riccione l’amministrazione ancora una volta ha chiesto indicazioni alle associazioni per poi tirare dritto per la sua strada, mettendo ostacoli alle attività che chiedono a gran voce che possa tornare sui suoi passi. L’amministrazione decida se vuole avere rispetto di chi lavora e investe sul territorio oppure se vuole dettare le regole senza pensare a ciò che le sta intorno”. Indino plaude invece alla scelta fatta dal comune di Rimini. “Accogliamo con favore l’ordinanza – spiega – nella misura in cui prevede il divieto di vendita di alcolici per asporto nelle ore serali fino al 30 giugno. Questa può rappresentare una misura di forte contrasto all’assembramento di giovani senza controllo nelle strade e nelle piazze e preserva da ulteriori problemi un’area come quella del centro storico riminese divenuto luogo di socialità e svago a maggiore vocazione giovanile, anche se non possiamo non porre l’attenzione sull’asimmetria che si è andata a creare tra zone limitrofe che hanno le stesse caratteristiche, in particolare rispetto all’obbligo di servizio al tavolo dalle ore 21″. 

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