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A Verucchio

Storie di solidarietà: ristoratore prepara pranzi domenicali per chi ha bisogno

In foto: Da PiadaStyle pranzi domenicali per i bisognosi
di Redazione   
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dom 5 apr 2020 13:46 ~ ultimo agg. 6 apr 11:01
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A volte nelle difficoltà c’è chi tira fuori il meglio e anche di più. Un esempio, tra i tanti meritevoli in questo periodo di emergenza, arriva dal Comune di Verucchio. Protagonista il titolare di PiadaStyle Andrea Semprini che ha deciso di preparare pranzi domenicali da offrire alle famiglie bisognose. In questa domenica, attraverso la rete dei servizi sociali, parte la consegna dei pasti e domenica prossima, nel giorno della Pasqua, ci saranno anche il sindaco Stefania Sabba e l’assessore Eleonora Urbinati come driver speciali al fianco dei volontari della Protezione Civile.

Tutto è nato dal titolare di PiadaStyle Andrea Semprini, che ci ha contattato per manifestare l’intenzione di preparare qualche primo piatto per il pranzo della domenica da destinare ai verucchiesi in difficoltà. Abbiamo quindi raccolto questa lodevole disponibilità e attivato le assistenti sociali del nostro Sportello, che si occupano di individuare le situazioni critiche da coinvolgere e hanno una mappatura del bisogno: oggi si parte con le prime quattro famiglie, che saranno raggiunte a domicilio dal personale della Protezione Civile con le pietanze cucinate da Semprini. Cui va tutto il nostro plauso e ringraziamento nella speranza che il suo esempio possa fare scuola ed essere seguito da altri” spiegano Sabba e Urbinati

Le due amministratrici saranno direttamente protagoniste la prossima settimana: “accompagneremo il personale della Protezione Civile per portare un saluto che rappresenti tutta l’amministrazione e fare un augurio di Pasqua in segno di vicinanza in un periodo di grande sofferenza. Momento in cui si registra per fortuna anche una bella solidarietà e si rafforza il senso di comunità, tanto che alcuni cittadini ci hanno segnalato situazioni di emergenza figlie del blocco economico da Coronavirus che abbiamo sottoposto all’attenzione della nostra rete sociale. Una sorta di controllo di vicinato, un prendersi cura del prossimo, che auspichiamo entri sempre più nella consuetudine dei verucchiesi”.

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