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Tra forma e la sostanza

L'assessore su caso foto: "Messaggio 'muscolare' non mi fa impazzire ma divieti valgono per tutti"

In foto: la "foto dello scandalo"
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
dom 19 apr 2020 23:22 ~ ultimo agg. 20 apr 14:29
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L’assessore alla Sicurezza del Comune di Rimini, Jamil Sadegholvaad, affida a un post su Facebook le riflessioni sulle polemiche che il video e le foto dell’attività in spiaggia coi droni da parte della Polizia Locale hanno scatenato. Immagini che hanno fatto il giro d’Italia e non solo, prese come emblema di una militarizzazione dei controlli sul rispetto dei decreti.

La premessa: all’inizio dell’emergenza Rimini era diventata famosa per ben altre foto, quelle della movida come se niente fosse. Quello dell’uomo fermato in spiaggia è èn “messaggio muscolare” che non ha entusiasmato lo stesso assessore, ma che non deve giustificare in nessun modo commenti “indecenti” sul lavoro della Polizia Locale. La forma va distinta dalla sostanza, spiega, che era quella di raccontare il lavoro delle forze dell’ordine nel garantire il rispetto dei decreti. E, se è vero che la maggior parte dei riminesi ha rispettato le regole, all’assessore è arrivato un migliaio di segnalazioni da parte di cittadini su inottemperanze di vario tipo. L’uomo che prendeva il sole non è un criminale, ribadisce Sadegholvaad, ma i divieti devono valere per tutti. Rappresentava un desiderio, quello di stare in spiaggia a prendere il sole, che molti condividono ma che oggi non è possibile per una situazione che è ancora seria.


Il post di Sadegholvaad:

Non sono abituato a post lunghi, ma questa volta sento di doverlo fare e spero che qualcuno abbia la voglia e la pazienza di leggermi. Ho lasciato passare 24 ore, per scrivere più “a freddo” ma comunque con una buona dose di amarezza.

Tutti, me compreso, siamo stanchi e provati dalle limitazioni alla libertà di movimento che stiamo vivendo, qualcosa di inimmaginabile solo un paio di mesi fa. Io stesso devo “combattere” quotidianamente con mia figlia per spiegarle che al suo amato scivolo in spiaggia non può andare, così come ai giardinetti vicino a casa.

In apertura del post parlavo di amarezza perché si è innescato un dibattito su una foto divenuta ormai celebre dove tante, troppe volte ho letto commenti indecenti sugli agenti di Polizia Municipale. E dove tante, troppe volte ho letto considerazioni che nulla hanno a che fare col duro lavoro cui sono chiamati in queste settimane gli uomini e le donne della Polizia Municipale che proprio a Rimini hanno pagato un tributo importante in termini di contagiati e quarantenati, proprio perché loro sono dovuti rimanere in prima linea, sempre e comunque, con straordinario impegno. Loro al pari delle altre Forze dell’ordine.

Devo ammettere che quando ho visto on line il video e la relativa foto, il “messaggio muscolare” che ne usciva non mi ha fatto impazzire, ma questa era una questione di forma (e io non mi occupo della comunicazione che è seguita da professionisti che hanno comunque grandi capacità e esperienza) perché nella sostanza quello che veniva ritratto era semplicemente il lavoro concordato in seno al Comitato Ordine Pubblico e Sicurezza con Prefetto e Questore per garantire il rispetto di Decreti Governativi e Ordinanze regionali, e la Polizia municipale nel ruolo istituzionale che le compete ha il dovere di fare rispettare le previsioni di questi provvedimenti. Se domani il Governo (anche sulla base dell’Istituto superiore di sanità) revocherà le limitazioni agli spostamenti delle persone la Polizia municipale e le Forze dell’ordine saranno felicissime di non dover più fare questo tipo di controlli.

Ricordo che l’8 marzo finimmo sui giornali di mezzo mondo per la foto che ritraeva un “muro umano” al porto e a corredo titoloni che parlavano in tono irridente della dolce vita degli italiani in epoca di Coronavirus e relative restrizioni.

Sono stato oggetto di almeno un migliaio di segnalazioni (ed è probabilmente una stima per difetto) da parte di concittadini che lamentavano troppe persone per strada, al mercato, nei parchi, in spiaggia, troppi runner, troppi cani con padrone a passeggio, persino troppe mamme con passeggini….

Insomma non è stato, e non è tutt’ora, un periodo facile ma siamo fieri del lavoro svolto così come siamo fieri della straordinaria risposta che c’è stata da parte dei riminesi nel rispetto delle regole che nostro malgrado ci siamo dovuti dare. Un rispetto frutto della consapevolezza della gravità della situazione.
Mentre sto scrivendo mi giunge la notizia di altri 5 morti oggi nella nostra città per Coronavirus.

E torno alla foto “dello scandalo”: in quella foto vengono ritratti due agenti e una persona che sta prendendo il sole. Bene, quell’uomo non è un criminale, quella persona sta però violando una regola che è stata emanata per cercare di superare una drammatica emergenza sanitaria. In molti forse si sono immedesimati in quella persona, nella sua semplice voglia di godersi un sole d’Aprile in spiaggia. Ma oggi questo non è possibile, anche perché se ci sono decine di migliaia di riminesi e milioni di italiani chiusi a casa sognando il mare, questo divieto deve valere per tutti.

Siamo ancora in “piena battaglia” contro questo maledetto virus e finora non ci è stato chiesto di abbassare la guardia. Spero che arrivi presto il momento in cui tutto quello che stiamo vivendo sia solo un bruttissimo ricordo e di poterci rimettere in cammino, per noi stessi, per le nostre imprese, per il nostro lavoro e soprattutto per non dover assistere alla conta quotidiana dei morti e dei contagiati.

E la speranza, perché no, è quella di ritrovarci presto a godere la nostra amata spiaggia proprio come stava facendo il signore nella foto.

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