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Le proposte e i timori

Canoni pertinenziali. Gnassi: ripristino a prima dell'esplosione 2007

In foto: il sindaco Gnassi
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
gio 16 apr 2020 17:23 ~ ultimo agg. 17 apr 09:57
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Canoni pertinenziali ed ex demaniali da ripristinare ai valori precedenti all’esplosione del 2007, rimodulazione dei tributi sui servizi non usufruiti e, per l’immediato, accesso al credito e bonus vacanza o voucher per le famiglie. Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, nel corso del consiglio comunale in videoconferenza, è tornato ad affrontare il tema del turismo alla vigilia di una estate di convivenza con il coronavirus. Il primo cittadino, come già il presidente della provincia Santi (vedi notizia), ha spiegato che “non è possibile pensare alla Fase 2 senza protocolli che accertino come si sta al lavoro. Il come determina il quando“. Ha ricordato i tavoli provinciali attivati dalla Regione con la provincia di Rimini chiamata a focalizzarsi su su filiera del turismo, della manifattura, del tessile, della meccanica. “Per il turismo – ha detto – occorre una strategia per il breve, il medio e il lungo periodo. Sul breve è indispensabile un immediato atterraggio del credito.” Sul piatto c’è la proposta al Governo di un finanziamento di un miliardo per il bonus vacanza o voucher come contributo da erogare alle famiglie in via diretta o a credito d’imposta. La richiesta di sostegno ai lavoratori stagionali e di copertura dei minori introiti ai Comuni. Gnassi ha anche rilevato che moti operatori si stanno ponendo il tema della riorganizzazione dei modelli di accoglienza dopo il coronavirus. Tutto gira intorno al termine “sicurezza”. “Allora pensare a health safety hotel – ha ipotizzato – o al delivery in spiaggia diventano non vincoli burocratici ma la necessaria rimodulazione dell’offerta per una domanda che si orienterà verso questa esigenza.”

Il primo cittadino si è soffermato poi sui canoni pertinenziali.Rimini – ha ricordato – è stata la prima, insieme ad Anci, a proporre una sanatoria per quella operazione di esplosione dei canoni avvenuta con la Finanziaria 2007. Posso annunciare che con Anci, parlamentari, operatori presenteremo una proposta di legge in cui si venga chiesto il ripristino dei canoni tabellari, non di mercato, precedenti al 2007. E questo dovrà riguardare sia i canoni pertinenziali da versare al demanio sia quelli ex demaniali ora passati ai Comuni. Gli operatori hanno bisogno di certezze e i territori oggi hanno bisogno di investimenti per innovare e adeguarsi alle nuove esigenze“.

Da Gnassi arriva anche l’impegno ad approcciare il tema della fase 2 o della fase 3 in maniera coesa e non “per settori a compartimenti stagni“. “Non potrò accettare – ha spiegato – che uno squilibrio nella fase 2 o 3 generi l’impoverimento, di denaro e di servizi, di una fetta più o meno larga della comunità riminese. Se si dovessero tagliare la sanità, i servizi sociali e alla persona, se si dovesse sfalciare la scuola, se si dovesse azzerare il trasporto pubblico, se non si dovesse dare risposta immediata ai lavoratori stagionali o precari di qualunque settore creeremmo oggi un danno permanente per la nostra città e per i nostri figli. E questo non lo posso, non lo possiamo permettere”.

C’è poi il problema dei mancati introiti. Gnassi assicura l’impegno a rimodulare i tributi sui servizi non usufruiti (come la Cosap) ma ricorda per il comune si prevedono sui 25/30 milioni di euro di entrate in meno. “In assenza di un obbligatorio intervento governativo si finirebbe in default come tutti gli altri 8 mila comuni italiani“. Un aspetto da non tralasciare perché farlo sarebbe da “irresponsabili. O meglio responsabili della povertà e della mancata protezione sociale di migliaia di riminesi, giovani e anziani. Perché la tenuta sociale, la sicurezza sanitaria in futuro saranno sempre più elementi di competitività del sistema socioeconomico locale. E’ giusto portare avanti le istanze di questo o quel settore ma senza perdere di vista l’equilibrio della comunità” ha concluso il sindaco.

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di Redazione