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Aggiornamento a domani

Primi chiarimenti dalla Prefettura ma serve altro tempo

In foto: negozi chiusi oggi nel centro commerciale Le Befane
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 4 minuti
dom 8 mar 2020 17:15 ~ ultimo agg. 9 mar 11:50
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Una videoconferenza tra Prefettura e sindaci avrebbe dovuto chiarire gli aspetti più controversi del decreto del Governo ma non è però riuscita appieno a trovare la quadratura. Tanto che saranno chieste ulteriori informazioni al ministero con un aggiornamento previsto per domani alle 9.

Tramite alcuni post del presidente della provincia Riziero Santi, del sindaco di Morciano Giorgio Ciotti e di quello di Riccione Renata Tosi arrivano però i primi chiarimenti.

Le limitazioni introdotte oggi – scrive Santi – non vietano gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro. Salvo che siano soggetti posti in quarantena o risultati positivi al virus, i trasfrontalieri potranno quindi entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa.
Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo, inclusa una dichiarazione che potrà essere resa alle forze di polizia in caso di eventuali controlli“.

Le merci – prosegue il presidente della provincia – possono entrare ed uscire dai territori interessati. Il trasporto delle merci è considerato come un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può quindi entrare e uscire dai territori interessati e spostarsi all’interno degli stessi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci“.

La mobilità delle persone è limitata ai soli casi di lavoro, sanità o forza maggiore – spiega il sindaco Giorgio Ciotti. Si conferma che le attività di Bar, Pub e Ristorazione DEVONO chiudere alle ore 18 a pena della sospensione della licenza. L’apertura è prevista alle ore 6. La prefettura ha dato indirizzo a tutte le forze dell’ordine di eseguire i controlli che partiranno oggi stesso“.
Sono consentite dopo le 18– spiegano Ciotti e il sindaco di Riccione Renata Tosile attività di asporto alle sole attività economiche di carattere artigianale (piadinerie, pizzeria d’asporto, gelaterie..) I datori di lavoro sono invitati a mettere in ferie il personale. E’ sempre possibile recarsi al lavoro potendolo dimostrare in caso di fermo (busta paga, badge, cartellino, libera professione). TUTTE le attività aperte al pubblico che non possono garantire la distanza di sicurezza di un metro NON possono rimanere aperte”.

Nei centri commerciali – scrive ancora il sindaco di Riccione – nelle giornate di festivi e pre festivi sono chiuse le attività tranne quelle di farmacia, para farmacia e alimentari“.

 

Altri chiarimenti arrivano dal presidente della Regione Stefano Bonaccini:

l presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il nuovo Decreto sulle misure urgenti di contenimento del Coronavirus. L’atto deriva dalle indicazioni del Comitato tecnico scientifico ed è adottato d’intesa con i ministri competenti e sentite le Regioni. Elimina le precedenti zone rosse, e cioè i Comuni focolaio dell’epidemia della Lombardia e del Veneto, e suddivide il Paese sostanzialmente in due aree.

La prima, per la quale sono previste misure più restrittive a causa della maggiore diffusione del virus, comprende la Lombardia e le province emiliano-romagnole di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Rimini, oltre a quelle di Pesaro e Urbino nelle Marche, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli in Piemonte e Padova, Treviso, Venezia in Veneto. Altre misure di contenimento del contagio valgono invece su tutto il territorio nazionale, e quindi sulle altre province dell’Emilia-Romagna: Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena.

Le misure contenute nel decreto sono valide da oggi, 8 marzo, al prossimo 3 aprile. Nelle province di Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì-Cesena, la sospensione di nidi, scuole e Università rimane invece in vigore fino al 15 marzo.

 

Libertà di spostamento per lavoratori e merci

In merito a una delle misure più importanti, e cioè evitare gli spostamenti di persone nelle aree oggetto delle misure più stringenti, fra cui le cinque province emiliano-romagnole, limitandole a comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute, il Governo, durante una videoconferenza con le Regioni nel pomeriggio, ha chiarito in modo inequivocabile come non esistano restrizioni per la mobilità dei lavoratori e delle merci né all’interno del Paese né tra il nostro Paese e gli altri. Dunque, chi deve spostarsi per ragioni di lavoro, anche fra le province e all’interno di esse, lo possa fare. E’ quindi garantito il diritto a lavorare per chi è in buona salute, non presenta sintomi né debba rispettare il periodo di quarantena. Con l’avvertenza che si tratti sempre di spostamenti per ragioni di lavoro o di necessità.

 

Ordinanza regionale: sospesa attività piscine, palestre, centri ricreativi e centri diurni in tutta l’Emilia-Romagna

Bene che il Governo abbia fatto chiarezza su un punto che da ieri sera aveva spinto tantissimi cittadini a chiederci se domattina avrebbero potuto o meno recarsi al lavoro, o imprenditori a porre lo stesso quesito relativo alle merci”, sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini. “Sia chiaro- prosegue– che il primo impegno è contrastare la diffusione del virus e l’Emilia-Romagna è in prima linea in questo sforzo. A dimostrazione del fatto che non abbiamo alcuna intenzione di indebolire i provvedimenti del Governo, d’accordo con i sindaci dei territori esclusi dalle misure più restrittive, ho appena assunto un’ordinanza che estende la sospensione dell’attività di palestre, piscine, attività ricreative anche alle zone che il Governo aveva escluso e che quindi varranno in tutto il territorio regionale”. Con la stessa ordinanza, “metteremo in protezione quella parte della popolazione più fragile che oggi frequenta i nostri centri diurni: parliamo di persone non autosufficienti che trovano in questi servizi un supporto molto importante per sé e per le proprie famiglie, ma che in questo momento rappresentano un rischio troppo alto per la loro salute. Per questo, sospendiamo l’attività dei centri diurni in tutta l’Emilia-Romagna, chiedendo ai Comuni di rafforzare l’assistenza domiciliare. Come Regione, li sosterremo in questo sforzo”.

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