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Interrogazione su fallimento Axia, la società che doveva realizzare Acquarena

In foto: il cantiere Acquarena
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 3 mar 2020 14:05 ~ ultimo agg. 14:06
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Si torna a parlare dell’impresa Axia srl di Reggio Emilia, il cui fallimento ha portato allo stop del cantiere per la realizzazione della piscina comunale Acquarena a Rimini. A riportare alla ribalta la vicenda è il consigliere regionale della Lega Stefano Bargi con una interrogazione alla Giunta. Secondo l’esponente del Carroccio, stando agli atti del Processo Aemilia riportati dalla stampa, l’impresa risulterebbe fra le società destinatarie di ordinanza di “misura cautelare coercitiva”.
Nell’agosto del 2015 – riporta il consigliere – l’allora assessore ai Lavori pubblici del Comune di Rimini presenta un esposto alla Procura per denunciare un presunto sistema di condizionamento degli appalti nel proprio Comune, in seguito al quale la Procura apre un’inchiesta. Uno dei due appalti al centro dell’inchiesta – evidenzia il leghista – riguarda la costruzione e la gestione della piscina comunale Acquarena il cui bando viene aggiudicato al consorzio d’imprese guidato da Axia srl di Reggio Emilia, la quale, poco dopo l’aggiudicazione, presenta richiesta di concordato. Non avendo, però, i requisiti necessari, il 10 febbraio 2017 viene costituita la società di progetto Acqua Arena Srl tra Axia, Nuova Sportiva e Saeet Impianti nella veste di Raggruppamento di Imprese vincitrici dell’appalto. Stando al cronoprogramma dell’opera – sottolinea l’esponente del Carroccio – i lavori strutturali sarebbero dovuti terminare nell’ottobre 2017 ma non sono mai stati completati.
Sempre nel 2017, questa volta il 25 luglio – scrive Bargi nell’atto ispettivo – il presidente della Regione Emilia-Romagna, in qualità di Commissario delegato per la ricostruzione post sisma, dispone un “fermo amministrativo di crediti nei confronti delle imprese Axia srl ed Edilizia Montelaghi Valter srl (ora Immobiliare Reggio srl in liquidazione, ndr)” visti i gravi inadempimenti da parte dell’impresa Axia srl nell’esecuzione dei lavori riguardanti la Scuola secondaria di I grado “Gasparini” e la Scuola primaria “Cesare Battisti” di Rovereto nel Comune di Novi (Modena), a cui si aggiunge un ulteriore fermo amministrativo, datato 13 settembre, su “ogni importo eventualmente dovuto dal Commissario delegato per crediti vantati nell’ambito dell’attività di ricostruzione post sisma della Regione Emilia Romagna e da ogni Amministrazione statale, anche ad ordinamento autonomo”. La vicenda trova conclusione nel gennaio 2018 con il fallimento di Axia srl.

Per questi motivi Bargi chiede alla Giunta “tramite quali procedure di gara siano stati affidati importanti lavori di ricostruzione post sisma all’impresa in questione; se il presidente della Regione fosse a conoscenza dell’esposto presentato dall’assessore di Rimini nel 2015 e se siano stati effettuati immediati controlli su Axia srl e sulle altre imprese subappaltatrici; se il presidente della Regione fosse a conoscenza dei legami di tali imprese e del loro ruolo negli appalti sia del Comune di Rimini che dei Comuni modenesi colpiti dal terremoto; infine, quanto sia costato alla Regione la revoca degli appalti (spese legali comprese) e il nuovo affidamento per la realizzazione delle opere inizialmente commissionate ad Axia srl“.