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Un progetto per ripartire

Il futuro del turismo riminese dopo il coronavirus. Le proposte di Magrini (Pd)

In foto: Juri Magrini
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 3 minuti
sab 28 mar 2020 14:42
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Nel pieno dell’emergenza coronavirus è complicato guardare al futuro e capire cosa ne sarà del turismo riminese. Di certo, anche quando si tornerà ad una situazione più tranquilla, i viaggi saranno ancora in sofferenza: timori da una parte e problemi anche economici dall’altra. Il consigliere comunale del Pd di Rimini Juri Magrini ha provato a mettere nero su bianco alcune riflessioni sul turismo riminese e su come potrebbe reagire a questa pandemia.

Le riflessioni sul turismo di Juri Magrini (Pd)

Il settore del turismo è il comparto economico più colpito dal coronavirus. Il rischio di contagio ha bloccato le frontiere, lo spostamento all’interno dei singoli paesi. Anche quando la fase di emergenza più acuta sarà superata e l’economia potrà iniziare a riprendersi il turismo, i viaggi continueranno a soffrire per lungo tempo. Soltanto la sconfitta definitiva del nuovo virus e la scoperta del vaccino potrà ridare slancio alle vacanze. Non sono poche settimane, purtroppo ci vogliono ancora mesi per uscire definitivamente dal tunnel. Porsi la domanda oggi cosa possiamo fare non è fuori luogo. Oggi tutti siamo giustamente concentrati su come aiutare famiglie e imprese per garantire la quotidianità dovuta al blocco totale di questa subdola crisi: sostenere le imprese per uscirne con ammortizzatori sociali, riduzione delle tasse ed imposte, riduzione degli affitti per i mesi di blocco delle attività sono alcuni dei tasti su cui lavorare con più decisione anche da parte del governo. Ma ciò ha solo un orizzonte di quotidianità e sarebbe miope “limitarsi” all’emergenza. Questa pandemia ci consegnerà comunità e sistemi urbani completamente impoveriti e depauperati della propria essenza. Già nel passato di fronte ad una crisi importante del turismo balneare alla fine degli anni ’80 la risposta fu investimenti per il futuro. La destagionalizzazione con ingenti interventi pubblici in Fiera e strutture congressuali. Sono seguiti anche importanti investimenti privati per attrezzare hotel in annuali di qualità. Una scelta che ha allargato tutta la filiera del turismo. Ora siamo chiamati ad un altro grande progetto di innovazione. Questa volta riguarda il turismo balneare. Un progetto che deve partire dalla nostra riviera ma deve coinvolgere tutte le località turistiche balneari del nostre Paese, in particolare quelle che da più tempo sono sul mercato. Come sistema politico locale dobbiamo porci a capofila di un progetto di respiro nazionale/europeo che metta insieme proposte in grado di rilanciare un settore economico che è fatto di un’anima, ovvero il sistema delle relazioni che da sempre permette alle comunità di crescere.
Il progetto.
Riqualificazione delle strutture alberghiere. Sono anni che se ne parla ma ora non è più rinviabile. Dopo questa crisi è necessaria una forte accelerazione agendo su
a) Riduzione delle strutture ricettive (in alcune aree del 30%), soprattutto nelle aree a più alta concentrazione, utilizzando strumenti urbanistici ed incentivi economici per l’uscita dal mercato. Siamo giunti ad un punto della nostra storia in cui non possiamo più far finta che strutture ricettive chiuse da 15/20 anni , catalizzatori di degrado non rappresentino un vulnus per il nostro tessuto turistico e urbano , oltre a queste strutture già chiuse, ve ne sono altre con precari affitti di azienda che questa crisi rischia di far chiudere definitivamente, non è più tempo di rinviare le decisioni solo per opportunismo..
b) Un progetto per la riqualificazione delle strutture ricettive attraverso accorpamenti e ristrutturazioni con l’obiettivo anche della messa in sicurezza sismica.
c) Riqualificazione degli stabilimenti balneari.
Per raggiungere questi obiettivi sono necessari interventi legislativi, normativi ed economici,
– Legislativi: nuova legge sul demanio che superi le attuali incertezze ed il contenzioso con l’Europa.
– Una legge di semplificazione burocratica che agisca con la ratio del silenzio assenso e dell’autocertificazione che per i tempi dell’economia turistica e per le riqualificazione e ristrutturazione alberghiera diventa vitale
– Norme urbanistiche che recepiscano le possibilità date dalla realizzazione dei condhotel, incentivi agli accorpamenti alberghieri e la previsione di nuovi servizi per le zone turistiche. Riqualificazione delle aste commerciali nelle zone turistiche
– Economici. Una legge nazionale che in accordo con la Comunità europea stanzi un contributo a fondo perduto per chi investe nella riqualificazione e ristrutturazione alberghiera. Un contributo a fondo perduto pari minimo al 25% dell’investimento complessivo. La restante parte finanziato con un mutuo di 30 anni garantito per i primi anni dalla Cassa Depositi e Prestiti e per gli anni successivi dall’attività imprenditoriale.
Incentivi oppure acquisto da parte del pubblico di strutture ricettive fuori mercato per adibire quelle aree ad altre funzioni di servizio per il turismo (dai parcheggi, ai servizi di ristorazione, centri benessere o altro). Mutui agevolati per gli stabilimenti balneari e per le attività che vogliono innovare nel commercio e nei pubblici esercizi.
Un vero e proprio “Cura Turismo” per sostenere nei fatti un comparto strategico per l’economia nazionale e locale. Questa pandemia rischia di danneggiare in maniera quasi permanente tutta la filiera del turismo, e anche quella degli eventi. A maggior ragione se si pensa di ripartire soltanto con qualche promozione sui mercati italiano o esteri.
Parafrasando quanto detto dal Premier qualche giorno fa , anche Rimini ha bisogno di una cura da cavallo ,ed è il momento che la città nel suo complesso prenda in mano le redini del suo futuro come ha sempre fatto del resto. Individuiamo insieme obiettivi chiari e condivisi e insieme lavoriamo per raggiungerli nel minor tempo possibile.