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Soldi arriveranno per 15 aprile

Buoni spesa. Riccione valuta come distribuirli: subissati di telefonate

In foto: Laura Galli con il sindaco
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 30 mar 2020 17:59
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A Riccione si sta già ragionando sull’utilizzo degli oltre 200mila euro che arriveranno dal comune dal fondo alimentare previsto dal Governo. In mattinata si è scolta la riunione dei dirigenti dei settori coinvolti, in primis servizi sociali e finanziari, mentre nel  una video conferenza col sindaco Renata Tosi, l’assessore ai servizi alla persona, Laura Galli, e l’assessore al Bilancio, Luigi Santi. Obiettivo quello di approfondire l’oggetto dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile italiana, che dispone l’anticipazione ai comuni di 400 milioni di euro per di misure urgenti di solidarietà alimentare. Gli stanziamenti, spiega l’amministrazione, dovrebbero arrivare intorno al 15 aprile. Il Comune di Riccione quindi sta valutando le procedure da seguire per la distribuzione. “Stiamo considerando la possibilità di creare un protocollo, delle linee guida da seguire sia per la distribuzioni dei buoni che per la loro entità – ha spiegato l’assessore Laura Galli -. Da questa mattina i centralini dei servizi sociali sono stati subissati di telefonate di persone che chiedono come poter accedere ai buoni spesa. La sensazione iniziale è stata che i soldi fossero già nelle casse dei comuni e invece bisognerà attendere che questi vengano inviati dalla protezione civile nazionale”. “Il nostro obiettivo è quello di arrivare a tutti – conclude l’assessore Galli – non solo a quelli che sono già negli elenchi dei servizi sociali, ma anche a chi non ha mai avuto accesso ad aiuti, categorie di lavoratori che magari prima non rientravano nelle liste di aiuti che noi già diamo come Comuni sotto forma di rimborsi o assistenza. Sicuramente tra le telefonate più numerose quelle di cittadini che chiedono un aiuto non solo ora, ma anche per le settimane future perché magari stagionali hanno paura di non poter riprendere a lavorare e quindi hanno paura di non poter andare avanti nei mesi a venire”.

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di Redazione