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per stanare gli irregolari

Welfare. A Rimini 190 domande false per accedere ai servizi

In foto: Illustration depicting a road traffic sign with a welfare concept. Blue sky background.
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mar 18 feb 2020 16:00
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Incuranti delle tante persone che hanno reale bisogno di aiuto fanno domande fasulle per accedere ad agevolazioni e servizi sociali. A Rimini sono stati oltre 190 coloro che nel 2019 hanno presentato documentazione mendace per provare a garantirsi qualche benefit: circa il 5% delle 3841 domande arrivate. Sono stati scoperti grazie alla verifica incrociata su ogni singola domanda presentata. Fino a  tre anni fa era le verifiche erano a campione. In sostanza nell’ultimo triennio sono dimezzate le domande rifiutate perché chi non ha requisiti evita di provarci.

Gli aiuti vanno dalle riduzioni sul pagamento della Tari agli abbonamenti per il trasporto pubblico agevolato, dai contributi per le famiglie numerose ai bonus sociali. Come parametro di riferimento per l’assegnazione di agevolazioni e contributi si applica il calcolo dell’Isee, che dipende da redditi, patrimoni, numero dei componenti del nucleo familiare, qualità dei singoli componenti. La rilevanza ed il peso che va dato a ognuno di questi elementi sono determinanti al fine del piazzamento in graduatoria di chi ne fa richiesta. In caso di omissioni o difformità tra i dati inseriti nella dichiarazione ISEE e quelli registrati nel Sistema informativo dell’Anagrafe tributaria, l’Agenzia delle Entrate ad esempio effettuerà la segnalazione all’INPS. Al Comune spetta la verifica dei dati anagrafici, come le residenze e le composizioni dei nuclei familiari.

I controlli incrociati prevedono che, nel caso in cui non venga dichiarata la titolarità di nemmeno un conto corrente, l’esclusione dei bandi e i controlli partiranno in automatico. Grazie ai nuovi sistemi informativi ogni voce dimenticata o “forzata” viene segnalata come passaggio errato; c’è chi forza volontariamente chi perché pensa non sia importante. C’è chi non segnala un conto corrente, ma anche chi non lo segnala pensando non sia importante perché rimasto a conto zero o con pochi euro e ormai abbandonato. Ci sono stati anche casi limite, come quelli di una moglie che scopre un conto corrente intestato al solo marito di cui non sapeva nulla, dando il via anche ad una crisi relazionale in famiglia. C’è chi sposta in maniera fittizia la residenza di familiari, o chi prova a non segnalare nel proprio nuclei familiari portatori di reddito. Diversi casi, diverse interpretazioni, diverse scuse, ma un solo risultato, l’esclusione della domanda dalla graduatoria.

“Riducendo le domande escluse dalle graduatorie – spiega l’Amministrazione comunale –  stiamo sempre più riducendo il fenomeno dei furbetti, indirizzando le risorse a chi ne ha davvero diritto e, dunque, più bisogno. Negli ultimi tre anni c’è stato un salto di qualità evidente, e ci sono i margini per stringere ulteriormente il cerchio. I nuovi strumenti informatici ci aiutano molto, come la collaborazione tra le diverse istituzioni” 

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di Redazione