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Il caso a Rimini nord

Demolire, ma subito. Estate a rischio per uno stabilimento

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
sab 15 feb 2020 17:06 ~ ultimo agg. 20:22
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Alla caotica storia delle strutture realizzate negli stabilimenti balneari di Rimini si aggiunge un nuovo capitolo. La situazione l’ha riassunta il consigliere del PD Juri Magrini nella sua interrogazione di giovedì scorso: “risulta che in uno stabilimento a Rimini Nord gli uffici abbiano intimato la demolizione di tutte le strutture presenti perché non in possesso dei titoli edilizi che ne autorizzassero la realizzazione. Stiamo parlando delle comuni strutture presenti sull’arenile, ovvero le cabine in cui si svolge l’attività di tre generazioni di bagnini. Questa intimazione di demolizione pare debba essere terminata pena l’acquisizione dell’intera area al patrimonio comunale entro la data del 12 Aprile così come già successo per altre situazioni fuori dall’arenile”

Il suo caso però potrebbe aprire un ampio scenario in quanto simile a tante situazioni: “Le mie cabine non sono abusive, sono come quelle degli altri stabilimenti”, ci spiega l’operatore balneare. Lo stesso Magrini ha chiesto quali e quante imprese e quali e quante situazioni su tutto l’arenile comunale sono nella stessa situazione , ovvero non possiedono i titoli edilizi per le superfici coperte presenti”.

La verifica della sua situazione, come ha spiegato l’assessore Roberta Frisoni nella sua risposta a Magrini, è nata a seguito di una segnalazione. Il Comune ha comunque effettuato già negli anni scorsi una ricognizione per arrivare alla definizione del regolamento per risolvere le irregolarità paesaggistiche. Magrini ha chiesto anche la strada della pubblica utilità, già intrapresa per altre aziende a Rimini. Ma si trattava di situazioni diverse, ha detto l’assessore.

Non è tanto la prospettiva della demolizione a preoccupare il titolare: negli anni scorsi aveva già presentato un progetto pilota di riqualificazione insieme ad altri stabilimenti, inattuabile però perché ritenuto non conforme ai piani vigenti. Lo stabilimento ne ha quindi presentato un altro di recente, questa volta conforme, e i lavori potrebbero partire dopo l’estate.

Quanto invece preoccupa la tempistica, con la prospettiva di una stagione da affrontare senza cabine ed altri manufatti, col rischio di perdere la clientela fidelizzata negli anni. L’assessore ha espresso la disponibilità a valutare l’ipotesi di strutture provvisorie per l’estate. Ipotesi della quale il titolare è poco convinto. Per quanto ha avuto modi di informarsi, si tratterebbe di strutture simili ai container dei cantieri: “Una soluzione non decorosa per me, per i turisti e per la città”.

Dal canto suo, Magrini nella controreplica ha auspicato che si possa arrivare a una soluzione per salvagurdare la stagione 2020 dello stabilimento, ricordando che non ci devono essere “aziende di serie A e aziende di serie B”.

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