sabato 16 novembre 2019
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la svolta del 21 novembre 1994

Uno Bianca, 25 anni dopo le iniziative per un "non mistero"

In foto: la conferenza stampa
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 5 minuti
mer 23 ott 2019 21:55 ~ ultimo agg. 24 ott 14:29
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Era il 21 novembre del 1994 quando fu arrestato il primo dei fratelli Savi della banda della Uno bianca, formata prevalentemente da poliziotti in servizio, che in sette anni fra Emilia Romagna e Marche la banda, in una terrificante serie di azioni brutali, uccise 24 persone e ne ferì 102.  A Rimini è in programma una serie di iniziative per celebrare l’anniversario degli arresti ma anche per difendere il valore dei fatti e delle verità processuali.25 anni dopo la svolta investigativa che permise agli ispettori Baglioni e Costanza, sotto il coordinamento del magistrato Daniele Paci di dare un nome ai componenti della banda della Uno Bianca, quella vicenda deve fare ancora i conti con post verità, ipotesi di complotti, dietrologie.

E’ il valore dei fatti accertati che si vuole invece trasmettere agli studenti riminesi che saranno coinvolti in percorsi e incontri sul tema. Il 21 novembre ci sarà un convegno al teatro degli Atti dal titolo ‘I falsi misteri d’Italia e il caso della Uno Bianca. 25 anni dopo gli arresti”. Ad organizzare l’evento l’Associazione JF Kennedy, con la collaborazione dell’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea della Provincia di Rimini, con il patrocinio e il contributo di Regione Emilia Romagna, Comune di Rimini e Coop Alleanza 3.0

L’intervista al magistrato Daniele Paci:

L’intervista a Dalmazio Rossi, presidente dell’associazione JF Kennedy

L’intervista al sindaco Gnassi:

21 Novembre 1994

Il 21 novembre di 25 anni fa fu arrestato il primo dei fratelli Savi, Roberto, anima della banda della Uno bianca formata prevalentemente da poliziotti in servizio. In sette anni, dal 1987 al 1994, fra Emilia Romagna e Marche, la banda, in assalti e rapine a caselli autostradali, benzinai, uffici postali, banche e armerie uccise 24 persone e ne ferì 102.

La Procura di Rimini, dopo aver valutato e indagato su tutte le piste, concentrò gli sforzi sull’ipotesi che la sanguinaria banda fosse composta da feroci rapinatori, addestrata militarmente, mossi anche da odio razziale, ma motivati soprattutto dalla ricerca del bottino che ammontò a circa 2 miliardi di lire.

Questo salto investigativo permise al pubblico ministero Daniele Paci, insieme agli ispettori Luciano Baglioni e Pietro Costanza, di dare un volto e di arrestare i componenti della banda: i poliziotti Roberto e Alberto Savi, Pietro Gugliotta, Marino Occhipinti, Luca Vallicelli, oltre a Fabio Savi l’unico non poliziotto, fratello di Roberto e Alberto. La ricostruzione della Procura di Rimini resse l’esame di tutti i gradi di giudizio e i membri della banda vennero condannati a Rimini a Pesaro e a Bologna.

21 Novembre 2019

Nonostante i fatti accertati e le verità processuali non si è mai spento l’eco del “complottismo”. Con la domanda “Cosa c’è dietro?” la vicenda della Uno bianca è stata inserita, spesso e nonostante tutto, nel lungo elenco dei misteri d’Italia.

Venticinque anni dopo gli arresti, l’Associazione culturale J.F. Kennedy, in collaborazione con l’Istituto Storico per la Resistenza, e con il patrocinio del Comune di Rimini e della Regione Emilia-Romagna, propone una riflessione su “I falsi misteri d’Italia e il caso della Uno Bianca. 25 anni dopo gli arresti ”.

Ospiti del convegno, che cercherà di approfondire il tema dal punto di vista giudiziario, letterario, politico, storico e filosofico, lo scrittore e conduttore televisivo Carlo Lucarelli, che sulla Uno bianca ha scritto e indagato; Daniele Paci, ora magistrato ad Ancona, allora il pm di Rimini che coordinò le indagini; Armando Spataro, ex procuratore di Torino, specializzato nel settore dell’antiterrorismo; lo storico Vladimiro Satta, documentarista del Senato che si è occupato della Commissione di inchiesta su terrorismo e stragi; un politico e scrittore come Walter Veltroni ; il teologo Vito Mancuso che aiuterà a fare il punto su: è l’odio il sentimento dell’oggi?

Incontri con gli studenti

A Rimini giovedì 21 novembre 2019 due interventi concomitanti in due plessi scolastici dalle 11.00 alle 13.00 per affrontare coi ragazzi, con l’ausilio di un video, temi di grande attualità come fake news, post verità, il dissolvimento dei “fatti” di fronte alla necessità di creare misteri e complotti, la cultura dell’odio e il ruolo dell’educazione. Il video, firmato da Davide Lomma, specializzato nell’educazione all’immagine dei ragazzi, è un documentario di carattere divulgativo di 30 minuti sulla storia della banda della Uno bianca. Agli incontri con gli studenti parteciperanno un magistrato (Daniele Paci, Sergio Sottani), uno storico (Vladimiro Satta, Alberto Gagliardo) e un testimone (l’ispettore Luciano Baglioni e una delle vittime Luca Di Martino)

A Pesaro venerdì 22 novembre dalle 11.00 alle 13.00 al Liceo Marconi. Agli incontri con gli studenti parteciperanno i magistrati (il pm Daniele Paci, il pg di Ancona Sergio Sottani), l’ispettore di polizia Luciano Baglioni, alcuni testimoni che furono vittime della banda, lo storico Alberto Gagliardo.

 

Programma del convegno*

Giovedì 21 Novembre, Teatro degli Atti, via Cairoli 42, Rimini

Ore 17.30  –  Saluti istituzionali ( Regione Emilia-Romagna, Comune di Rimini,  Associazione familiari delle vittime)

Introduce e coordina lo scrittore Carlo Lucarelli

La banda della Uno bianca non è un mistero d’Italia”, Daniele Paci, magistrato che coordinò le indagini sulla banda

“Dietrologia e stragi”, Vladimiro Satta, storico, documentarista del Senato

“Riflessioni sull’odio”, Vito Mancuso, teologo

Ore 21.00 – Ripresa dei lavori

Coordina Carlo Lucarelli

“…non si può escludere che…”, Armando Spataro, ex Procuratore di Torino, esperto di indagini antiterrorismo

“Senza fatti e senza verità, quale futuro”, Walter Veltroni, politico e scrittore

Discussione

 * Per gli insegnanti la partecipazione al Convegno è valida come corso di aggiornamento con iscrizione sulla piattaforma MIUR SOFIA.


La sintesi della conferenza stampa:

Nella sua introduzione, il presidente Dalmazio Rossi ha ricordato come l’Associazione abbia come obiettivo quello di promuovere iniziative culturali che hanno attinenza con l’attualità “C’è bisogno di un dibattito politico di alto livello in Italia– ha sottolineato Rossi. La vicenda della Uno Bianca, tra fake news e messaggi di intollenza e razzismo da parte dei carnefici, è un argomento interessante da approfondire, partendo però dalla verità dei fatti e non dal complottismo”.

Il sindaco Gnassi, nel definire Daniele Paci “un grande italiano”, ha voluto rimarcare come questa iniziativa si svolga a Rimini, in un teatro. “Un teatro è un motore di civiltà, un luogo che offre chiavi di lettura, non si ferma alla superficie. In questa due giorni di Novembre si discute di verità dei fatti, in un Paese che sta frantumando quotidianamente il senso di parole che hanno un significato profondo e verità è una di queste, facendo esplodere odio e rancore. Abbiamo bisogno di verità e di profondità. Se nel dibattito non si chiudono mai vicende che hanno avuto conclusione certa come la tragica storia della Uno bianca, si alimenta il clima di opacità e soprattutto si incrementa pericolosamente la sfiducia dei cittadini verso le Istituzioni. Con questo evento si vogliono rimettere al centro cose che purtroppo al centro non sono più, a partire dalla realtà dei fatti accertati”.

Daniele Paci, nel suo intervento in conferenza stampa, ha voluto ricordare come proprio 25 anni fa, nela Sala della Giunta del Comune di Rimini, si costituì l’Associazione Vittime della Uno Bianca. “Io credo, da magistrato, che avere le comunità locali a fianco sia fondamentale perché dà un segnale importante e determina i buoni risultati”. Daniele Paci ha poi ricordato alcuni passaggi dell’inchiesta di 25 anni fa: “Nel ’94 quando prendemmo in mano l’inchiesta aleggiava una sorta di rassegnazione. Noi dicemmo: partiamo dai fatti. Cominciammo costituendo un pool interforze, togliendo di mezzo la rivalità tra Polizia e Carabinieri. Adesso il convegno di svolge in un teatro, all’epoca eravamo in una stanza dove riesaminavamo tutto e non escludevamo nulla. Siamo partiti da una sola fotografia, un soggetto che aveva rapinato una banca a Cesena. L’idea semplice è stata questa: ipotizzando che la banda conoscesse i luoghi doveva fare dei sopralluoghi, noi abbiamo preso la decisione di fare sopralluoghi con 9 agenti sulle banche che avevano certe condizioni: nessuna guardia giurata, vicinanza a vie ad alto scorrimento. Cosa rimane dopo 25 anni? L’importanza del metodo. E il fatto che non chiudere mai le vicende porta un danno tremendo alla credibilità delle istituzioni”.

Fabio Tomasetti ha messo in rilievo come l’iniziativa abbia nelle scuole una sessione importante. Nelle sedi dei licei Einstein e Serpieri a Rimini e Marconi a Pesaro i ragazzi incontreranno magistrati, storici e testimoni dei fatti. Per ricostruire la terribile vicenda della banda della Uno bianca, che in sette anni uccise 24 persone e ne ferì oltre un centinaio, agli studenti verrà proposto un video di 30 minuti che fornirà loro gli elementi fondamentali per la discussione.

La grafica- una serie di poster e di cartoline dedicate all’evento- è stata ideata e curata da Leonardo Sonnoli.

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