martedì 15 ottobre 2019
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di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
dom 22 set 2019 10:16
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Hanno raccontato il lavoro dell’azienda alle decine di persone che hanno accolto l’invito alla visita pubblica. E’ quanto accaduto ieri mattina a Petroltecnica e Rovereta di Coriano. C’erano, spiegano i promotori, “cittadini, consiglieri regionali, rappresentanti di Confindustria Romagna, ma nessuno dell’Amministrazione del Comune di Coriano, eccezion fatta per un consigliere della minoranza“.

Sono state mostrate le tecnologie di bonifica, gli ultimi modelli dei dispositivi utilizzati per operare in sicurezza negli spazi confinati e per recuperare idrocarburi da fiumi e canali.

Il prototipo di robot no man entry è nato – ha raccontato l’AD Peo Pivi  – da un tragico incidente occorso nel 1995 all’interno di un serbatoio su un cantiere di una grande multinazionale ove perse la vita un operaio e un altro rimase gravemente ferito. Fu così che il capo di questa multinazionale chiese al nostro AD di trovare una soluzione e dall’ingegno romagnolo nacque il Bruco, il capostipite di una flotta di robot no man entry che entrano in sostituzione dell’uomo nei serbatoi. Per queste tecnologie brevettate, uniche al mondo,  siamo riconosciuti sul mercato a livello nazionale e non solo, come realtà di primaria importanza nel settore dell’economia circolare. Inoltre, grazie anche alle nostre qualifiche speciali e alle tecnologie di bonifica, rappresentiamo una eccellenza nazionale nel settore di riferimento.

Non è un caso che abbiamo organizzato questa iniziativa oggi, all’indomani di un periodo di 7 mesi molto buio e problematico, che ci ha provocato una situazione di grave crisi, oltreché psicologica e morale, soprattutto economica. Non ci spieghiamo  il perché di tanto accanimento nei nostri confronti quando, anche volendo, non potremo nuocere all’ambiente e alla salute umana, poiché la tipologia di rifiuti che trattiamo non può creare assolutamente danni a niente e a nessuno. E’ vero, alcune volte facciamo qualche odore assieme ad altri che si sente nell’aria circostante. Ma i benefici in termini di recupero sono di gran lunga maggiori rispetto alle emissioni. Inoltre sia chiaro che in questa zona non siamo gli unici a produrre emissioni, come abbiamo spiegato, attraverso cartelli allestiti nel centro multimediale che mostravano pubblicamente i dati scientifici ottenuti da autorevoli studi effettuati negli ultimi dieci anni. Un esempio tra tutti: nei giorni successivi alla chiusura del nostro impianto si sono diffusi più volte odori nella zona, mentre noi avevamo l’impianto spento“.

In merito agli odori. “Intendiamo mettere in atto alcune misure che ci consentano di risolvere il problema:
-Creazione di un AUDIT permanente di 3 Saggi ambientali di cui uno su indicazione dei cittadini di Cerasolo
-Adozione del Protocollo degli odori su modello della Lombardia;
-Richiesta alla pubblica amministrazione di ripresa del tavolo di lavoro con Enti/ Comune/Aziende private che alcuni anni fa era stato istituito presso il Comune di Coriano ma che ha avuto breve vita…”

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