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Attualità Rimini

Hotel sequestrato. Botteghi (CGIL): illegalità conseguente a scarsa qualità

In foto: Mirco Botteghi
di Redazione   
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mer 21 ago 2019 17:18 ~ ultimo agg. 17:22
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L’operazione della Guardia di Finanza di Rimini nei confronti della società che gestiva un hotel a Torre Pedrera (vedi notizia) rilancia la questione di cosa rischia di nascondersi deitro l’economia ricettiva riminese. Mirco Botteghi, segretario della Filcams Cgil di Rimini, propone una serie di riflessioni su illegalità, lavoro irregolare, qualità del turismo riminese.


Economia illegale, lavoro irregolare, scarsa qualità del Turismo: maglie di una stessa catena

La notizia del sequestro operato dalla Guardia di Finanza di Rimini, relativo ad una società che gestisce un hotel a Torre Pedrera, si inserisce nel contesto di un territorio dove sempre più frequenti sono i fenomeni sentinella di un’economia illegale. Economia illegale e lavoro irregolare fanno il paio con la scarsa qualità del prodotto turistico, anzi, si potrebbe dire che si tratta di aspetti fortemente correlati, se non conseguenti.

Il radicamento della criminalità organizzata ed il lavoro.
La relazione del II semestre 2018 della Direzione Investigativa Antimafia ed i contenuti in essa riferiti all’Emilia Romagna e più nello specifico al Riminese, suggeriscono ulteriori riflessioni sul tema della legalità nel nostro territorio. Destano infatti preoccupazione il modus operandi affaristico portato avanti dalle mafie nei territori emiliano romagnoli e la confermata presenza nel riminese di criminalità organizzata di matrice nazionale ed internazionale.
Da ultimo i “Quaderni dell’Antiriciclaggio dell’Unità di Informazione Finanziaria” della Banca D’Italia evidenziano in provincia di Rimini un aumento di segnalazioni di operazioni sospette nel 2018 rispetto al 2017 (questo in attesa che escano i dati del I semestre 2019).
Il radicarsi di organizzazioni criminali è oramai assodato che implichi sfruttamento del lavoro, cancellazione di diritti fondamentali per i lavoratori e l’impedimento dell’esercizio delle libertà sindacali.

Il mercato del lavoro stagionale nel turismo.
Va ricordato, come dato di contesto, che a Rimini circa il 25% dei lavoratori nel turismo sono assunti in maniera irregolare. Tutto ciò avviene mentre si assiste, da un triennio, all’evolversi di una crisi del mercato del lavoro stagionale; se è vero che l’incrocio tra domanda ed offerta di lavoro evidenzia preoccupanti criticità (non solo nel turismo riminese). Su questo specifico punto, per i lavoratori stagionali del turismo e per riqualificare il lavoro rendendolo più appetibile, serve urgentemente un meccanismo d’indennità di disoccupazione che da un lato incentivi formazione e legalità e dall’altro garantisca continuità di reddito durante l’anno.

Un patto territoriale per il lavoro di qualità nel turismo.
L’Italia, per la prima volta nella sua storia ha elaborato alle fine del 2016, il Piano Nazionale Strategico del Turismo 2017-2022 con un percorso aperto e partecipativo. Sui temi dell’economia turistica e del lavoro è necessaria una regia condivisa anche in questo territorio. E’ urgente l’attuazione dell’ordine del giorno contro il lavoro gravemente sfruttato, adottato nel marzo 2013 dal Comune di Rimini ma mai portato a compimento. Il sindacato confederale può portare il proprio contributo nella lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata e per la legalità del lavoro. Occorre definire un patto per il lavoro di qualità nel settore del turismo provinciale, quale parte integrante di una visione più complessiva dello sviluppo economico-produttivo-sociale del nostro territorio, come già ribadito nel nostro Manifesto per il lavoro nel settore del turismo sul quale più volte da diversi mesi abbiamo pubblicamente posto la necessità di avviare un confronto.

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