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di Andrea Polazzi   
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lun 19 ago 2019 15:46 ~ ultimo agg. 18:44
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In servizio nel carcere di Rimini ci sono un centinaio di agenti di Polizia Penitenziaria ma dovrebbero essere una quarantina in più. Inoltre molti hanno più di 50 anni. Dietro le sbarre si trovano invece attualmente 163 detenuti a fronte di una capienza di 121 (che si riduce a 116 togliendo i tre posti della sezione sei, chiusa, e i due delle celle di isolamento). A questo si aggiunge una sezione 1 in pessime condizioni. Questo lo spaccato sulla casa circondariale di Rimini che emerge nell’incontro con la stampa tenuto dalla delegazione (esponenti del Partito Radicale e avvocati della locale Camera Penale) che in mattinata ha visitato la struttura nell’ambito dell’iniziativa nazionale Ferragosto Tra le Sbarre.

Nonostante il sovraffollamento, il carcere riminese vede il rispetto della sentenza Torregiani che prevede che per ogni detenuto ci siano almeno 3 metri quadri calpestabili. La situazione, evidenzia però la delegazione, non è delle migliori. Anche perché ben 76 dei 163 detenuti sono in attesa di giudizio e 47 di loro sono in custodia cautelare non essendo ancora comparsi neppure in primo grado di giudizio. “Una diversa gestione della custodia cautelare – dice Ivan Innocenti – consentirebbe di evitare il sovraffollamento“. Un problema che accomuna tutte le carceri italiane. Tenendo anche conto del fatto che, statisticamente, la metà sarà poi prosciolta.

Tornando alla popolazione carceraria riminese, 61 sono i tossicodipendenti, 11 presentano problemi psichiatrici. La metà sono stranieri. Una quarantina quelli che lavorano.

Il carcere riminese non presenta particolari criticità dal punto di vista delle aggressioni (solo due quest’anno come nel 2018) e neppure in termini di suicidi (non se ne verificano da anni). Tre i tentati suicidi (erano sette nel 2018). In diminuzione gli atti di autolesionismo: erano 85 nel 2018, quest’anno sono scesi a 57. Merito anche di nuove procedure che permettono di dedicare più attenzione ai nuovi arrivi. Buona l’assistenza sanitaria.

Positiva la presenza di molte realtà di volontariato che operano nella struttura mentre, purtroppo, c’è da segnalare che l’area attrezzata con giochi e gazebo realizzata per i bimbi dei carcerati accanto alla sala colloqui e inaugurata nel 2016 è ormai abbandonata. Colpa della mancanza di organico e di fondi.

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