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sab 13 lug 2019 12:56
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La Cgil con una lettera rivolta ad istituzioni e categorie economiche del turismo sollecita un confronto sul lavoro stagionale. “I nodi vengono al pettine, occorre scioglierli” è il titolo della missiva nella quale si richiama la crisi di offerta di lavoro stagionale nel turismo definito un segnale della crisi più vasta del sistema turistico riminese. Il sindacato richiama i contenuti del “Manifesto del lavoro nel turismo riminese” invocando una più equa redistribuzione del reddito prodotto dal Turismo. Tra i temi sul piatto ci sono il lavoro irregolare, la qualità dell’impiego e l’eliminazione datata 2013 dell’indennità di disoccupazione stagionale. La Cgil su questi temi di dice disposta ad avviare un confronto. 

La lettera

Lettera aperta a

Presidente della Provincia di Rimini Riziero Santi
Sindaci della Provincia di Rimini
Presidente AIA Cattolica Massimo Cavalieri
Presidente AIA Misano Adriatico Iliana Baldelli
Presidente Federalberghi Riccione Bruno Bianchini
Presidente AIA Rimini Patrizia Rinaldis
Presidente Federalberghi Bellaria – Igea Marina Simona Pagliarani
Presidente Confcommercio Provincia di Rimini Gianni Indino
Presidente Confesercenti Rimini Fabrizio Vagnini
Presidente Oasi Confartigianato Rimini Diego Casadei
Presidente Legacoop Romagna Mario Mazzotti

Ciò a cui stiamo assistendo da almeno un triennio, circa la crisi di offerta di lavoro stagionale nel Turismo, è un segnale della crisi più vasta del sistema turistico riminese. L’ostinazione con cui taluni continuano a guardare il dito senza vedere la Luna è inferiore solo alla carenza di proposte per uscire da questo vicolo cieco.
Affermare che la qualità del lavoro è un fattore produttivo strategico fondamentale, al pari di investimenti privati e pubblici, può apparire scomodo nell’epoca della disintermediazione e del lavoro “agile” o dei “collaboratori”; ma è necessario farlo. Non è più rinviabile una discussione complessiva che, a partire dagli investimenti straordinari che in questi anni il pubblico ha disposto per riqualificare il prodotto turistico, inizi ad approfondire il tema degli investimenti privati anche nella qualificazione del lavoro.
La questione di fondo, che la CGIL, insieme alla Filcams, ha messo in campo dalla primavera scorsa con il “Manifesto del lavoro nel turismo riminese”, è appunto sistemica: una più equa redistribuzione del reddito prodotto dal Turismo.
Di lavoro il sistema economico del turismo ne richiede; ne richiederebbe anche di più se i nastri orari fossero da 40 ore settimanali, se non ci fosse lavoro irregolare, se si offrisse impiego di qualità agli oltre 2.000 studenti che nel riminese studiano per occuparsi nel turismo e se si reintroducesse un ammortizzatore sociale specifico (dal 2013, anno dell’avvio dell’eliminazione della indennità di disoccupazione stagionale, si è anche avviata la fase di corto circuito tra domanda ed offerta di lavoro stagionale). Da aggiungere che il Decreto Dignità, introducendo l’incremento contributivo ad ogni rinnovo, di fatto colpisce la continuità occupazionale favorendo la ripetuta sostituzione del personale da assumere.

Di lavoro e qualità dello stesso se ne dovrebbe tenere conto anche nel dibattito politico sulle concessioni balneari, dal momento che dietro ad esse si cela uno strategico tema d’interesse generale.

Si può scegliere se affrontare questi problemi o alimentare periodiche polemiche francamente incomprensibili nella loro funzione strategica.
Noi abbiamo scelto da che parte stare. Abbiamo messo in campo una proposta complessiva che nel medio periodo può aumentare la propensione delle persone a scegliere il turismo stagionale come settore nel quale investire la propria vita lavorativa.
Sulla base di questi presupposti la nostra Organizzazione è disponibile ad avviare un confronto. Che i nodi siano venuti al pettine è chiaro, ora servono soluzioni complessive.

Isabella Pavolucci Mirco Botteghi
Segr. Generale CGIL Rimini Segr. Generale FILCAMS CGIL Rimini

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