venerdì 19 luglio 2019
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di Silvia Sanchini   
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lun 8 lug 2019 16:17 ~ ultimo agg. 15 lug 15:26
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Si è concluso in modo inedito e suscitando grande entusiasmo il percorso promosso dal Centro per le Famiglie del Comune di Rimini tra novembre 2018 e maggio 2019: “Adolescenti e genitori: raccontare il presente”. Un partecipato percorso dedicato a educatori, insegnanti e genitori di figli adolescenti che ha previsto quattro incontri di approfondimento, replicati in diverse scuole del territorio, più la serata di apertura con Alberto Pellai e la conferenza dedicata al digitale con Elisabetta Zurovac e, infine, lo scorso 10 maggio la conclusione con il monologo teatrale: “La regola dell’eccezione”.

Messo in scena dal “poeta parlante” romagnolo Roberto Mercadini, lo spettacolo è una rivisitazione di un testo che da tempo l’artista porta in scena nelle scuole, in cui ha l’opportunità di incontrare decine di studenti.

Racconta a proposito Mercadini: “Per scrivere questo monologo ho dovuto lavorare su di me e sui miei ricordi. Nel parlare di adolescenza agli adolescenti si corre il rischio di essere percepito come un rompiscatole o come qualcuno di estraneo e distante. Dovevo trovare un modo perché gli adolescenti mi riconoscessero: ho deciso allora di parlare di Roberto Mercadini adolescente. Così in questo spettacolo c’è anche molto di me”.

Perché la scelta del titolo “La regola dell’eccezione”? “È naturalmente un rovesciamento dell’espressione ‘L’eccezione che conferma la regola’”, continua l’attore. “Credo che l’adolescenza sia davvero un momento paradossale: da un lato i ragazzi vogliono sentirsi unici, ma hanno anche il terrore di essere diversi, di rimanere soli. C’è a questa età un bisogno disperato di trovare un gruppo a cui conformarsi, ma al tempo stesso si vive il terrore di scomparire nell’anonimato. L’adolescente vuole conformarsi ma non uniformarsi, essere unico e solo ma non rimanere da solo. Io credo che in questo esista una regola dell’eccezione e che il mondo lo portino avanti le eccezioni, non le regole. Tutto quello che di grande, in qualsiasi campo, è stato fatto al mondo possiamo dire che lo ha fatto qualcuno che non rientrava nelle regole, magari anche emarginato. Il mondo lo portano avanti i diversi, è sempre stato così e sempre sarà”.

Nel monologo si racconta proprio di uomini come William James Sidis, considerato ancora oggi l’uomo più intelligente al mondo ma fortemente in difficoltà nel relazionarsi agli altri. Ma si parla anche di scuola, bullismo e cyberbullismo, dipendenze. Si ride ma ci si commuove con le poesie di Paolo Agrati. Roberto Mercadini è coinvolgente sul palcoscenico, riesce a far riflettere senza retorica, a divertire senza mai diventare banale. “C’è in giro un’allegria obbligatoria”, dice, “e una tendenza a portare in pubblico quello che dovrebbe essere privato”. L’adolescenza è l’età in cui “scoprire chi sono io e chi sono gli altri è difficile e pericoloso e ci si sente ancora più diversi quando si è soli”. Ma se non ci si lascia spaventare dalla propria diversità e unicità, possono arrivare risultati straordinari.

Stracolma la Sala del Giudizio del Museo della Città, tanti genitori ed educatori ad assistere allo spettacolo che si è aperto con le parole dell’Assessore alla Scuola del Comune di Rimini Mattia Morolli: “Il Comune di Rimini ha fortemente creduto in questo percorso e ringrazio il Centro per le Famiglie e tutti gli Istituti scolastici che hanno collaborato rendendolo possibile. Sicuramente anche il prossimo anno torneremo con una proposta dedicata a questa fascia d’età”.

Soddisfazione anche nelle parole di Alice Bernardi, psicologa della coop. sociale Il Millepiedi e responsabile del Centro per le Famiglie: “È stata una serata partecipata e densa che ci ha permesso di vedere il mondo con gli occhi degli adolescenti. Grazie a Roberto Mercadini per le emozioni che ci ha fatto vivere. Grazie all’assessore Morolli che ha fortemente voluto questo percorso, ai dirigenti e agli insegnanti che hanno collaborato alla creazione degli incontri e messo a disposizione le sedi dove si sono svolti. Grazie a tutti i professionisti che nelle varie serate e da diversi punti di vista ci hanno raccontato l’adolescenza. Grazie anche a tutti i genitori, insegnanti, educatori che ci hanno seguito coinvolgendosi e portando la loro personale esperienza. Infine un grande grazie a tutti i ragazzi che hanno dato la loro disponibilità a raccontarsi nelle video interviste e ai professionisti che le hanno realizzate”.

Un resoconto delle diverse tappe del percorso è a disposizione anche sulle pagine di Rimini social 2.0.

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