lunedì 19 agosto 2019
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In foto: 60 anni centro zavatta, la festa a Sant'Aquilina
di Stefano Rossini   
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lun 15 lug 2019 17:15 ~ ultimo agg. 25 lug 13:02
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Sessanta candeline sulla torta per il Centro Zavatta, nato nell’ormai lontano 1959 da una donazione, dell’omonima famiglia, alla città, per dare vita ad un luogo per l’attività dei giovani. E questo è stato negli anni il filo conduttore del Centro Zavatta, i giovani, che qui si sono formati, sono cresciuti e hanno imparato un mestiero.

Oggi l’Enaip è un’istituzione della città, radicato nel tessuto e conosciuto da tutti. Perché il centro è diventato “un marchio di formazione nel sociale”, dice Vittorio Betti, presidente dal 2015.

Ed è proprio Vittorio che ci racconta qual è il ruolo del Centro nella città.

“Il Centro Zavatta si occupa di tante cose. Certamente la formazione professionale, sia per i più giovani che escono dalle medie, che per gli adulti, è il cuore della nostra attività, ma non l’unica. Non manca ad esempio l’attività socio-assistenziale, grazie ai centri socio occupazionali sparsi nella città, per persone che hanno una disabilità.

“Tutto quello che facciamo è un intervento a sostegno dell’inserimento lavorativo. Abbiamo al centro la persona e il lavoro per tutti. Lavoro che negli anni si può perdere per mille motivi: una difficoltà temporanea, una disavventura, un deficit. Ecco, per noi è fondamentale dare una possibilità a tutti, sostenendo il lavoro delle persone e l’inserimento.”.

Qual è la storia del centro?

“Ci chiamiamo centro Zavatta perché la nostra storia nasce da una famiglia riminese che nel 1959 ha destinato un immobile per l’attività dei giovani – forse più per un asilo, per l’attività dei bambini. Poi il vescovo dell’epoca, Monsignor Emilio Biancheri, suggerì che per i giovani forse era meglio orientarsi ad un’attività formativa e al lavoro. Da questa liberalità nasce la storia del centro Zavatta.

“Negli anni molte cose sono cambiate. Cinquant’anni fa era il centro Zavatta era un’associazione, oggi abbiamo due soggetti giuridici (un’associazione e una fondazione), lavoriamo con tutta la rete degli Enaip di tutta l’Emilia Romagna”.

Sono già cominciati i festeggiamenti? E come continueranno?

“E’ già stata fatta una festa per tutti coloro che quotidianamente svolgono la loro attività al centro. Perché voglio sottolineare che se oggi il centro esiste, è grazie alle tante persone che lo fanno sia per lavoro, ma anche per vocazione. E quindi abbiamo cominciato festeggiando tutti assieme, dipendenti e collaboratori  a Sant’Aquilina, in un nostro centro, con una cena e un momento conviviale serale, a cui hanno partecipato 80/90 persone.

“I festeggiamenti proseguiranno per il resto del 2019, soprattutto nella seconda parte dell’anno, e saranno aperti anche alla città. Sono ancora in via di definizione, ma abbiamo già in mente almeno due appuntamenti. Il primo è l’ormai conosciuta e attesa mostra di ceramica annuale, nelle prime due settimane di ottobre, a cui quest’anno si aggiungerà contemporaneamente una mostra fotografica in cui saranno esposte immagini d’archivio del passato.

Il secondo, probabilmente a novembre ma ancora non è sicuro, sarà un momento per la città. Un momento aperto a chiunque voglia conoscere o riscoprire il centro, con anche un “ricordo e un ringraziamento per chi è passato da noi”.

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