mercoledì 19 giugno 2019
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In foto: Guido Lucchini riceve il Sigismondo d'Oro nel 2012
di Redazione   
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lun 10 giu 2019 11:23 ~ ultimo agg. 11 giu 09:53
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E’ scomparso il poeta e commediografo dialettale Guido Lucchini. Aveva 94 anni. Nel 2012 fu insignito del Sigismondo d’Oro, massima onorificenza del comune di Rimini. I funerali si svolgeranno mercoledì 12 giugno alle 10 nella chiesa di San Giuliano del Borgo San Giuliano

Lucchini, nato il 2 Aprile del 1925 in una famiglia di operai, era l’ultimo di cinque figli. Cresciuto nel borgo San Giuliano,
nel ’38 si era trasferito a San Giuliano Mare. La sua passione per il dialetto riminese nasce fin dall’età giovanile quando inizia a
scrivere poesie che declama in occasione dei matrimoni di amici e parenti. E’ però dopo la fine della guerra, che inizia a dedicarsi alla stesura delle commedie.

L’intervista di Icaro Tv a Guido Lucchini in occasione della consegna del Sigismondo d’Oro 2012

 

Dal sindaco Gnassi un commosso ricordo per esprimere il cordoglio della città: 

Forse nessuno come Guido Lucchini ha ricordato a Rimini e ai riminesi che dietro al miracolo della ricostruzione, della ‘capitale delle vacanze’, c’era una storia di dolore, dramma, fatica, duro lavoro.

E lo ha fatto usando il veicolo della poesia e del teatro sotto forma dialettale. Il dialetto appunto quale punto d’incontro di antico e nuovo, cifrario universale di comunicazione tra la città rasa al suolo dai bombardamenti della guerra, quella della rapidissima resurrezione dovuta ‘alle mani’ di donne e uomini poverissimi, e la Rimini di oggi.

Guido Lucchini, nelle sue commedie, ha raccontato non solo i quadri quotidiani di una vita che non c’è più, la vita agra della generazione uscita dalla distruzione bellica, ma ci ha consegnato il senso stesso di un’eredità da non disperdere: la memoria. Nella lingua dei ‘nostri’ vecchi il codice genetico della Storia e delle storie di Rimini e della Romagna: i poveracciai, i pescatori, le mamme, i personaggi della Barafonda, voci lontane sempre presenti che il poeta cresciuto nel Borgo Giuliano per 70 anni ha incessantemente animato, reso vivide, pensando fossero ancora adesso in mezzo alle strade e alle piazze della sua Rimini.

Nel 2012, a Guido Lucchini venne assegnato il Sigismondo d’Oro, con queste motivazioni. Per essere stato ed essere tuttora un protagonista appassionato della vita culturale riminese….Per l’amore dimostrato nei confronti della sua Città che traspare con delicatezza nelle opere che, in dialetto, descrivono luoghi da sempre carichi di simboli e attenzioni come, ad esempio, la palata e la spiaggia….. Per essere un prezioso custode della identità, delle tradizioni e della storia di Rimini che riprende con garbo e genialità nelle commedie, nelle poesie e nei libri che ha scritto nel corso di questi splendidi e lunghi anni’.

Ricordo ancora la cerimonia, con Guido emozionatissimo parlare di Rimini e del cruccio per il dialetto che ‘stava perdendo i colpi’, con la preoccupazione per i giovani che non lo parlavano né lo capivano più. C’era un tratto di malinconia e di dolcezza nelle sue opere che restituisce un pezzo vero e nascosto di Rimini, luogo vetrina per eccellenza ma che in realtà ha nel cuore un velo di tristezza. Ognuna delle sue protagoniste, ognuno dei suoi personaggi, si dibatte nelle faccende quotidiane- la povertà, l’amore, il rapporto con il coniuge, i figli, gli amici- portando dentro di sé una enorme, prorompente umanità. E’ l’umanità profonda di questa città, cinica, disincantata spesso, ma capace di slanci di altruismo, generosità, affetto senza pari. Guido è riuscito con la sua sensibilità a descrivere e a ‘contenere’ sul palco e sulle pagine di un libro questa gigantesca empatia e tolleranza di comunità, restituendocele in una lingua che è il suono eterno della nostra Storia e delle storie di tutti i giorni.

Ciao Guido.


La biografia pubblicata in occasione del Sigismondo d’Oro:

Il commediografo dialettale Guido Lucchini nasce a Rimini il 2 Aprile 1925 in unafamiglia di operai, ultimo di cinque figli. Il padre lavorava presso le officine “GrandiRiparazioni Locomotive”, la madre era casalinga. Cresciuto nel borgo San Giuliano, nel ’38 si trasferisce a San Giuliano Mare, anche detta “Barafonda”. A 17 anni inizia a svolgere la professione di operaio specializzato nelle Ferrovieredello Stato, mansione che pratica fino alla pensione. Durante il secondo conflitto mondiale ha vissuto in prima persona le situazioni diestremo disagio causate dai pesanti bombardamenti che hanno colpito la città diRimini.

L’episodio legato alla guerra che più è rimasto impresso nella mente di Guido risale ad un giorno in cui non era di turno in ferrovia. Cercando di rifugiarsi a Covignano per evitare i bombardamenti, fu fermato da un gruppo di fascisti che lo perquisirono elo fecero stare sull’attenti e con le mani alzate per oltre un’ora. Solo il lasciapassarerilasciatogli dalle ferrovie gli consentì di salvarsi. Questo ed altri ricordi della guerra e delle sue tristi conseguenze ricorrono in alcune delle sue commedie e poesie. Nel 1949 si sposa con Elsa Tosi dalla quale ha due figli: Massimo e Daniele che lohanno reso nonno di tre nipoti: Davide, Brian e Denis.La passione per il dialetto riminese nasce nell’età giovanile durante la quale inizia ascrivere poesie che declama in occasione dei matrimoni di amici e parenti. Dopo la fine della guerra, invece, si dedica alla stesura della prima commedia: “Turinint i suldé”, seguita da “E’ mat dla castlàza”. Da quel momento, grazie al successoottenuto, le sue opere diventano come le ciliege: una tira l’altra. Fra le sue commedie più note ricordiamo:”E pizardon dal stèli”, “La butèga adPitron”, “La fein de mand”, “Aspité l’é cum’é murì”, “E’ bambòz”, “Zvanì (GiovanniPascoli)”, “O la và o la spacca”, “Baraca e buratèin”, “La piazéta dal purazi”, “La vital’é tott una cumedia”, “E’ giudizie universel”.

Nel 1973 è tra i fondatori della compagnia dialettale “E’ teatre Rimnes” che tuttora dirige. In quasi quarant’anni di attività ha collaborato con più di 100 fra attori etecnici che si sono succeduti nel tempo. In tutto ha scritto 45 commedie, che gli hanno consentito di essere insignito dinumerosi premi tra i quali quattro primi premi al concorso “Tribunato dei Vini diRomagna” di Faenza.Inoltre con la commedia “La vita l’é tott una cumedia” ha vinto il primo premio delconcorso organizzato da F.I.T.A. a Perugia, premio che gli è stato consegnatodall’attrice Maria Grazia Cucinotta. Ha scritto anche quattro libri di poesie dialettali: “Barafonda”, “Remin e Pu Piò”,”Raconta Remin, Raconta…”, “Vécia Palèda”, nei quali approfondisce a suon di rimei temi principali delle sue commedie: la vita, i luoghi e i personaggi della Rimini diun tempo. Nel 1993 pubblica “E’ Teatre Rimnes : vent’anni di teatro dialettale”, cheracconta l’esperienza vissuta durante la realizzazione e regia delle sue commedie.

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