lunedì 17 giugno 2019
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In foto: lo sgombero dell‘ex Hotel Aurum
di Redazione   
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ven 24 mag 2019 10:37 ~ ultimo agg. 25 mag 10:48
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L’interno della struttura e la voce di un ex ospite:

 

E’ scattato questa mattina intorno alle 8 lo sgombero dell’ex Horel Aurum di via Dati 134 a Viserba. All’interno della struttura c’erano ancora nove persone, in prevalenza di origine senegalese. L’ordinanza risale ad un paio di mesi fa ed è stata emanata per motivi di ordine igienico sanitario. Ad eseguirla una quarantina di uomini della Polizia Locale insieme a Polizia di Stato e Carabinieri. All’esterno dello stabile qualche discussione ma la situazione è rimasta sotto controllo. L’operazione è durata circa un’ora. Per gli ospiti si stanno cercando comunque sistemazioni provvisorie. La struttura, oggetto nei mesi scorsi di un nuovo sopralluogo da parte dell’Ausl, è stata invece restituita alla proprietà con la prescrizione obbligatoria di interdirne gli accessi.

Già nel gennaio del 2017 il comune aveva firmato l’ordinanza, contingibile e urgente, di sgombero per la struttura di via Dati. All’interno alloggiavano una trentina di cittadini senegalesi in condizioni di igiene e sicurezza precaria. Sporco diffuso, insetti, rifiuti ingombranti nell’ingresso, sui pianerottoli delle scale e nei corridoi, finestre e balcone prive di vetrate, riscaldamento non funzionante. Queste le problematiche rilevate a suo tempo dall’Ausl. La società proprietaria, la Aurum di Cesena, non è intervenuta e la situazione di disagio per residenti e turisti si è protratta a lungo. Il 28 febbraio scorso rispondendo ad una interrogazione di Gioenzo Renzi (FdI), l’assessore Jamil Sadegholvaad aveva spiegato in consiglio comunale i problemi incontrati dall’amministrazione. “I carabinieri hanno evidenziato un problema di ordine pubblico collegato allo sgombero – spiega – Ho posto in ben cinque circostanze il tema dell’Hotel Aurum a prefetto, questore e forze dell’ordine nell’ambito dei comitati su ordine e sicurezza pubblica. Ma mi è stato risposto che prima è necessario da parte del comune provvedere alla sistemazione delle persone che sono nella struttura in alloggi alternativi”. I 30 senegalesi sono regolari, risultano svolgere una attività e pagano anche un canone d’affitto così per il comune non è stati possibile inserirli in emergenza abitativa. Il tavolo aperto con le associazioni dei proprietari di immobili aveva permesso di trovare una soluzione abitativa solo per sei. Evidentemente però la situazione ora si è sbloccata.

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