martedì 23 aprile 2019
In foto: L'assessore Morolli e il dirigente Stefanini
di Redazione   
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gio 4 apr 2019 16:56 ~ ultimo agg. 17:02
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Non solo accompagnamento educativo uno ad uno, ma una vera e propria inclusione nella classe non più solo con l’educatore ma anche attraverso una equipe scolastica multiprofessionale. E’ questo, in estrema sintesi, il fulcro delle nuove linee guida per l’inclusione scolastica che il Comune di Rimini ha deciso di adottare. Il raggiungimento degli obiettivi definiti per l’alunno con disabilità è perseguito anche con azioni pedagogiche di respiro più ampio che includono l’attivazione e la partecipazione del gruppo classe.

Con questo nuovo modello di sostegno all’interno della scuola  per i ragazzi con handicap, l’amministrazione comunale intende valorizzare anche la presenza dell’educatore nei momenti di programmazione e verifica del PEI (piano educativo individualizzato), della programmazione educativa, degli incontri con professionisti ed operatori esterni alla scuola, nella definizione del progetto di vita e non solo scolastico.

Gli alunni con disabilità, tra bambini e ragazzi, che nel comune di Rimini usufruiscono dell’assistenza sono attualmente 424. Numeri che negli ultimi dieci anni sono incrementati del 185%, inducendo l’amministrazione comunale ad aumentare notevolmente gli investimenti. Quelli per i soli centri estivi per bimbi con handicap ammontavano lo scorso anno a 630mila euro, per i trasporti speciali a 280mila e per l’infermieristica a 50mila. Per una spesa complessiva riferita all’anno scolastico 2018/’19 pari a 4 milioni e 600mila euro. Dopo Bologna, Rimini è la seconda città in regione per investimento civile e sociale. In aumento anche gli educatori comunali, ad oggi ben 130, ai quali vanno ad aggiungersi quelli ministeriali.

“Si tratta di una maggiore integrazione che passa attraverso una fitta rete di relazioni con famiglie, associazioni, scuola e Ausl. Non si può ridurre tutto alla chat di classe – spiega l’assessore ai Servizi educativi Mattia Morolli -. Inclusione a scuola e integrazione tra percorsi educativi, sociali e di vita che, visto il costante aumento di domanda, necessità un nuovo approccio in grado di includere nei processi educativi tutto il sistema classe, gli educatori, gli insegnanti, le famiglie e le istituzioni”.

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