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sab 2 mar 2019 15:09 ~ ultimo agg. 3 mar 22:10
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E’ stata depositata la sentenza con cui la Corte d’Appello di Bologna ha quasi dimezzato la condanna al 57enne cesenate Michele Castaldo che il 5 ottobre 2016 strangolò a mani nude Olga Matei per gelosia. I due avevano una relazione da circa un mese. L’episodio avvenne a Riccione, dove la donna viveva. In primo grado l’uomo, reo confesso, era stato condannato a 30 anni dal Gup di Rimini per omicidio aggravato dai motivi abietti e futili. Il pg di Bologna Giovagnoli aveva chiesto nell’udienza del novembre scorso la conferma della sentenza ma i giudici, pur riconoscendo l’aggravante, hanno ridotto la pena a 16 anni, concedendo le attenuanti generiche. Ora, a sentenza depositata, è possibile approfondire i motivi della decisione dei giudici che deriva in primo luogo dalla valutazione positiva della confessione. Inoltre, si legge nell’atto, sebbene la gelosia provata dall’imputato fosse un sentimento “certamente immotivato e inidoneo a inficiare la sua capacità di autodeterminazione“, tuttavia essa determinò in lui, “a causa delle sue poco felici esperienze di vita” quella che il perito psichiatrico che lo analizzò definì una “soverchiante tempesta emotiva e passionale“, che in effetti, “si manifestò subito dopo anche col teatrale tentativo di suicidio“. Secondo i giudici una condizione, questa, “idonea a influire sulla misura della responsabilità penale“.

Olga Matei, 46 anni, moldava di origini, riccionese di adozione, aveva una figlia: a lei Castaldo, durante il processo, ha detto di voler lasciare le sue proprietà immobiliari. Davanti ai giudici l’uomo aveva spiegato di essersi pentito per quello che aveva fatto. Con Olga si erano conosciuti solo alcune settimane prima del delitto, avvenuto in casa della donna, a Riccione. Lei era stata ritrovata il giorno dopo. Tornato a casa – dopo aver avvertito la sua chiromante di quello che aveva fatto – l’uomo aveva cercato di uccidersi: lo avevano trovato i carabinieri, a cui aveva subito confessato il delitto.

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