lunedì 23 settembre 2019
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In foto: Il presidente dell'Ordine dei Medici Maurizio Grossi
di Serena Saporito   
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mar 26 feb 2019 16:31 ~ ultimo agg. 16:34
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La scuola di storia di Medicina dell’Ordine dei Medici di Rimini apre alla cittadinanza, portando a marzo al museo della città tre conferenze dedicate alla storia delle grandi epidemie del passato. Un argomento che sembra distante, ma che invece ha collegamenti con il dibattuto tema dei vaccini, tornato in questi giorni in primo piano sulle cronache. Non fece tante vittime a Rimini la peste del 1348, quella raccontata da Boccaccio nel Decamerone, per intenderci.  Tanta sofferenza e tanti morti in città procurò invece il colera, specie tra gli abitanti del Borgo San Giuliano, che fatta l’Unità d’italia, per prima cosa al nuovo Regno chiesero che venissero fatte le fognature.

Studiare le epidemie nella storia della medicina serve secondo l’Ordine dei Medici di Rimini, che apre quest’anno alla cittadinanza la sua Scuola di Storia della Medicina, nata nel 2016 e diretta dal dottor Stefano De Carolis. Tema sottotraccia, parlando di epidemie, anzi inevitabilmente in primo piano durante gli incontri, organizzati il 2, 16 e 30 marzo al museo della città, sarà quello dei vaccini. In una provincia fanalino di coda in Regione per la copertura vaccinale: 90% a fronte di una media del 95%.

“La pratica vaccinale è una di quelle pratiche che impediscono le epidemie. Ecco perchè negli incontri ci sarà un richiamo, neanche troppo indiretto alla necessità di diffonderla” sottolinea Maurizio Grossi, Presidente Ordine Medici Rimini. Se le grandi epidemie non si manifestano più, è grazie alla diffusione dei vaccini, ma il venir meno della percezione del pericolo, contribuisce  a dimenticare questo aspetto.

A Rimini di recente si è registrato un focolaio di morbillo che ha coinvolto alcune scuole, subito circoscritto dagli interventi dell’Ausl. “Un evento sentinella che dimostra che la copertura ancora non è completa” spiega Grossi.

Un tema, quello dei vaccini, che ciclicamente torna in primo piano. Indignazione ha suscitato in questi giorni il caso del medico no vax, già radiato dall’Ordine, che nelle Marche cercava un bambino affetto da parotite per fare non meglio precisati “esperimenti”. Radiazioni dall’albo di medici non ce ne sono state sul tema a Rimini, ma “le tirate di orecchie” per dirla con i rappresentanti dell’Ordine, in questi anni non sono mancate nei confronti di alcuni medici riminesi. “Al provvedimento estremo della radiazione si arriva quando si arriva a mettere in pericolo la salute pubblica e ci sono effetti negativi sulla salute di qualcuno” spiega Maurizio Grossi, che aggiunge: “A livello nazionale sono quattro i casi di medici radiati per questa motivazione”.

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