sabato 20 aprile 2019
di Redazione   
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sab 29 dic 2018 15:38 ~ ultimo agg. 31 dic 11:03
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Il leone che sa. Così in Zimbabwe era stata ribattezzata la dottoressa Marilena Pesaresi, morta all’età di 86 anni. Era ricoverata da inizio settembre a seguito di una caduta e da un paio di settimane si trovava alla Villa Maria. Le sue condizioni erano peggiorate nelle ultime settimane. La veglia si celebrerà domenica sera alle 20.30 nella chiesa di San Gaudenzo mentre i funerali saranno celebrati dal Vescovo lunedì alle 15 in Basilica Cattedrale. La cerimonia sarà anche trasmessa in diretta su Icaro Tv (canale 91) e Radio Icaro 92. Questa sera (sabato) sempre su Icaro Tv andrà in onda invece uno speciale in ricordo di Marilena Pesaresi.

E’ un momento di profonda commozione – dice Massimo Migani che ha raccolto il testimone di Marilena Pesaresi a Mutokoal dispiacere umano si mescola la gioia di sapere che Marilena ora si è liberata da tutte le fatiche e le sofferenze che ha sopportato in questi mesi. Mi piace pensare che ora è di nuovo qui con noi a Mutoko ed è il nostro angelo custode“.

Oggi alle ore 13.30 – scrive la Diocesiil Signore ha chiamato alla Gerusalemme celeste la nostra amatissima Sorella, dott. Marilena Pesaresi, Missionaria Diocesana e Direttrice dell’Ospedale Civile di Mutoko. in Zimbabwe. L’affidiamo alle preghiere di quanti l’hanno conosciuta, amata, sostenuta e coadiuvata“.

La comunità parrocchiale di San Girolamo, nel cui territorio ha abitato la dott.ssa Marilena Pesaresi con le sorelle, una volta ritornata dall’Africa per le sue condizioni di salute – scrive il parroco Don Roberto Battaglia, si unisce nella preghiera
alla Diocesi ed alla sua famiglia. Dialogando con lei, la scorsa estate, mentre le chiedevo come viveva questo tempo, in cui non poteva più dedicarsi alla sua opera, rimasi stupito e commosso dalla sua risposta tanto essenziale quanto decisiva: “l’unica cosa che conta è fare la volontà di Dio”. Con questa affermazione, sofferta e densa di certezza, rispondeva a Dio. Questa risposta esprime la fede che ha attraversato la sua immensa opera di medico missionario, resa eterna dal suo “Sì” a Cristo, col quale desideriamo immedesimarci domandando a Dio di crescere nella coscienza della vita come vocazione“.

Il germoglio di Speranza, seminato in Caritas Diocesana con Operazione Cuore dalla dottoressa missionaria Marilena Pesaresi – ricorda Mario Galasso direttore della Caritas Diocesana – che oggi ci ha lasciato dopo una lunga malattia, continuerà a portare frutti per i piccoli pazienti provenienti dallo Zimbabwee  gioia nelle famiglie riminesi – oltre 100 – che da lei sollecitate, fin dagli anni 80 hanno aperto le loro case, gustando la ricchezza donata dalla generosità nei confronti dell’altro. 

Molti dei bimbi curati a Bologna o Genova, sono oggi grandi grazie all’opera della missionaria diocesana riminese e del fratello Tonino. 

La Marilena, che ho conosciuto era una donna coraggiosa, forte ed energica, ma dal ‘cuore davvero grande’, contraddistinta da una schiettezza attraverso la quale passava la sua sconfinata umanità, e una Fede grande nel Signore a cui aveva detto il suo pieno e irrevocabile Si!

Oggi ‘Il Leone che Sa’ ruggirà dal Paradiso, angelo che veglierà su tutti noi e sui i bimbi che dall’Africa continueranno ad essere accolti dalle famiglie e presso la struttura diocesana della Caritas. 

Noi tutti suoi collaboratori in Caritas di Operazione Cuore, Sara Barraco in primis, e ciascuno delle decine di volontari, si uniscono al dolore della Famiglia Pesaresi tutta e porgono le loro più sentite condoglianze”.

. Alcuni brani di vecchie interviste a Marilena Pesaresi tratti dagli archivi di Icaro Tv

 

La biografia di Marilena Pesaresi

La dottoressa Marilena Pesaresi nasce nel 1932 in una famiglia riminese con padre e madre esemplari e profondamente cattolici e numerosi fratelli e sorelle. Dopo la laurea in Medicina nel 1961, nel 1963 parte per quella che sarebbe stata per molti decenni la sua vita, l’attività di medico missionario in Africa. Prima all’ospedale di Harare poi nella Missione di Chirundu (al confine tra la Rodesia del nord e quella del sud, attualmente rispettivamente Zambia e Zimbabwe). Nel 1968 si trasferisce a Mutoko dove per alcuni mesi lavora insieme alla dottoressa Guidotti e a Caterina Savini, un’infermiera missionaria forlivese, che già avevano iniziato a sviluppare quell’ospedale. La terza missione è quella di Sichili, nel sud dello Zambia dove si ferma per dieci anni, contribuendo ad attrezzare progressivamente l’ospedale e realizzando anche una sala operatoria. Dopo questa lunga esperienza, la dottoressa si trasferisce nel nord dello Zambia, a Ndola, nella zona delle miniere di rame (Copperbelt). Qui trova una situazione completamente diversa, la popolazione, ormai venuta a contatto con il mondo occidentale, soffre una povertà in contrasto con la ricchezza di pochi. Infine, il ritorno a Mutoko, in Zimbabwe. Nel frattempo la Dott.ssa Guidotti, rimasta in questo ospedale (“All Souls mission” ), viene uccisa da mercenari bianchi durante le lotte per l’indipendenza, perché ha curato in ospedale anche soldati africani guerriglieri. A Mutoko la Dott.ssa Pesaresi affronta una sistematica e consistente opera di ristrutturazione del complesso ospedaliero: maternità, casa per infermiere, reparto uomini, reparto malati di Aids. Nel 1989 viene aperta una scuola per infermieri professionali, per preparare personale che dovrà lavorare specialmente nelle strutture delle zone rurali. Marilena è tenuta in grandissima stima dalla popolazione africana. In Zambia è chiamata “La donna dal cuore grande”, in Zimbabwe le è stato dato il titolo: “Il leone che sa”

La dottoressa ha sempre mantenuto un vivo rapporto con la Diocesi di Rimini e con la sua Città. Ne è testimonianza “Operazione cuore”, iniziativa realizzata in collaborazione con il fratello cardiologo, con la quale vengono portati in Italia i malati di cuore, operati in ospedali specializzati di Milano, Ancona e Roma.

Marilena Pesaresi nel 1981 è stata insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica. Nel 1993 è stata eletta, a Rimini, “Il personaggio riminese dell’anno”. Nel 1994 ha ricevuto il premio nazionale “Laica missionaria dell’anno”. Insignita del titolo di Cavaliere Ufficiale della Repubblica Italiana nel 1995, è stata premiata, nel 1997, con il “Paul Harris” dal Rotary Club di Rimini.

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