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I controlli di Arpae

Qualità acque di balneazione: miglioramento diffuso, ma il Marano resta critico

di Redazione   
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mer 19 dic 2018 12:29
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Nella stagione balneare 2018 il 97% delle acque di balneazione dell’Emilia-Romagna è risultato “Eccellente”, contro il 92% del 2017 e il 91% del 2016. E’ quanto emerge dal rapporto pubblicato da Arpae sulla “Qualità delle acque di balneazione della regione Emilia-Romagna 2018”, in relazione alla loro idoneità alla balneazione e allo stato ambientale. I controlli sono stati eseguita tra il 26 maggio e il 30 settembre da Arpae e le valutazioni dai Dipartimenti di sanità pubblica.

Ben sette i miglioramenti di classe di qualità che riguardano il nostro territorio: tre acque di qualità “Buona” sono passate alla qualità “Eccellente”: si tratta di Bellaria-Foce Vena 2, Riccione-Fogliano Marina, Riccione-Porto Canale Sud; e altre quattro di qualità “Sufficiente” sono passate alla classe “Buona”: Rimini Foce Marecchia Nord, Riccione Foce Marano Nord, Misano Adriatico-Rio Agina, Cattolica Torrente Ventena Sud. Con esito “Eccellente” sono state classificate per la prima volta acque di balneazione a Bellaria-Pedrera Grande Nord e Riccione Rio-Asse Sud.

Le acque di qualità “Scarsa” sono rimaste tali per il terzo anno consecutivo: Rimini-Foce Marecchia Sud, Riccione Foce Marano Sud; tutte in prossimità di foci di corsi d’acqua superficiali interni, dove le acque arrivano a mare potenzialmente inquinate, a riprova che la tutela della qualità delle acque di balneazione implica la tutela del territorio a monte, affinché non vi siano apporti inquinanti nelle acque marine.

Gli esiti non conformi dei campionamenti sono stati gestiti dai vari Comuni con tempestivi divieti temporanei di balneazione. Nella stagione 2018 le non conformità rilevate sono state 15 (nel 2017 erano state 17), alcune delle quali riguardanti le acque romagnole. Tra queste rientrano Bellaria-Igea Marina Foce Uso Sud, Misano Adriatico Rio Agina, Rimini Foce Marecchia Nord e Sud, Riccione Foce Marano Sud. A tutela della salute dei bagnanti, nella maggior parte dei casi, le ordinanze di divieto di balneazione sono state emanate con estrema tempestività, sin dal giorno successivo al campionamento.

Per le acque di qualità “scarsa” o “sufficiente” già nella nella stagione balneare 2017, e mantenuta nel 2018, la Regione Emilia-Romagna ha inoltre attuato un aumento della frequenza dei prelievi da uno ogni tre settimane a uno ogni due settimane. A ulteriore tutela dei bagnanti, per la gestione del rischio sanitario associato alle fioriture di “Ostreopsis ovata”, la Regione ha inoltre predisposto un “Piano regionale di sorveglianza con monitoraggio quindicinale effettuato dalla Struttura Oceanografica Daphne di Arpae in quattro stazioni in prossimità delle scogliere frangiflutti, che fino ad ora non ha mai rilevato la presenza della microalga.

In tutto il territorio dell’Emilia-Romagna non esistono acque interne individuate come acque destinate alla balneazione, per cui sui fiumi e laghi della regione non viene effettuato il monitoraggio per la tutela della salute dei bagnanti.

 
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