domenica 16 dicembre 2018
di Simona Mulazzani   
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mer 5 dic 2018 12:19 ~ ultimo agg. 6 dic 13:04
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Filippo Sacchetti, assessore comunale a Santarcangelo, è il nuovo segretario provinciale del PD. L’elezione è avvenuta ieri sera durante l’assemblea provinciale. Il nome di Sacchetti era stato fatto subito dopo le dimissioni a sorpresa di Stefano Giannini, ma la scelta non ha convinto tutti.

Al momento del voto i membri dell’area Orlando Zingaretti sono usciti dalla sala e stessa cosa hanno fatto i segretari di partito di Cattolica e San Giovanni in Marignano, Belluzzi e Pieraccini, entrambi renziani, con i loro delegati. Sacchetti, benché eletto con la maggioranza dei voti, dovrà fare i conti con un dissenso trasversale che ha unito l’area Orlando Zingaretti e parte dei renziani.

Riassumendo l’iter che ha portato all’elezione, il presidente Alberto Ravaioli precisa che “è stata mia intenzione tentare ogni mediazione e ricognizione possibile per giungere alla scelta più condivisa”. Per Emma Petitti, invece, quella scritta ieri sera “è stata una brutta pagina del PD provinciale di Rimini”, “gli iscritti non sono stati coinvolti su nulla”. 

Dal canto suo il neosegretario Sacchetti non nasconde di sentirsi addosso una grande responsabilità visto il momento che sta vivendo il partito. Rinnovamento sarà la parola d’ordine ma “la prima vera condizione per ricostruire il partito democratico é di ordine morale e culturale” spiega Sacchetti puntando il dito contro l’autoreferenzialitàdi chi pensa di aver sempre ragione.” “Non ci sono rendite di posizione acquisite che devo impegnarmi a tutelare – prosegue – e dobbiamo avere la piena consapevolezza che l’autorevolezza ed il consenso lo si guadagna ogni giorno con la capacità di essere utili alle nostre comunità. Sarà quello il campo del confronto.

. Filippo Sacchetti sarà domattina (giovedì) dalle 9 in diretta ai microfoni della trasmissione di Radio Icaro e Icaro Tv Tempo Reale.

La dichiarazione del presidente Alberto Ravaioli

La gestione dell’assemblea provinciale dei delegati, di ieri sera martedì 4 dicembre 2018, è stata fedele al regolamento, che prevedeva in prima votazione la scelta del percorso (o elezione nuovo segretario in assemblea o dimissioni e congresso in tempi da stabilire).

Con un’ampia partecipazione dei delegati (106 su 128, 83% delle presenze) e in votazione palese la scelta del percorso di elezione segretario è stata approvata con 78 voti favorevoli, 24 contrari, 4 astenuti.

Successivamente preso atto della volontà dell’assemblea di eleggere il nuovo segretario, il consigliere regionale Giorgio Pruccoli, interpella l’assemblea su una mozione d’ordine per proseguire all’elezione del segretario nel corso della serata.

Mozione votata dalla quasi unanimità dei presenti in sala.

Di conseguenza è stato disposta la raccolta firme per la presentazione delle candidature, da cui è pervenuta una sola candidatura, quella di Filippo Sacchetti, che è stata messa ai voti dopo la relazione, registrando soltanto 1 scheda bianca e 1 astenuto (76 i favorevoli).

In qualità di presidente tengo a ricordare che per la massima condivisione e diffusione della convocazione dell’assemblea ho convocato due incontri con segretari comunali, segretari di circolo e sindaci di tutti i comuni della provincia. E’ stata mia intenzione tentare ogni mediazione e ricognizione possibile per giungere alla scelta più condivisa”.

La dichiarazione di Emma Petitti, direttivo nazionale

“Dopo l’assemblea dei delegati del PD provinciale di Rimini svoltasi ieri sera, sono stata contattata questa mattina da molti partecipanti all’incontro ed anche da semplici iscritti che sono venuti a conoscenza dell’esito della riunione. Il sentimento è comune: si ritiene quella scritta ieri sera una brutta pagina del PD provinciale di Rimini. Un momento basso della storia del partito, che non avremmo mai voluto vivere. L’appuntamento arrivava dopo l’ultima direzione provinciale che ha preso atto delle dimissioni irrevocabili di Giannini e dopo l’appello di tutti a costruire un percorso condiviso e unitario. E in tal senso nelle scorse settimane vi sono stati anche due appelli di alcuni segretari comunali, che non solo ribadivano la disponibilità a una candidatura unitaria, ma sollecitavano anche la ricerca di questa unità, sempre difficile, faticosa ma indispensabile.

La realtà purtroppo è stata un’altra. In assemblea provinciale la divisione si è consumata in maniera evidente con l’imposizione di una candidatura probabilmente nata da tempo e fino a ieri letta unicamente sugli organi di informazione. Nessuna presentazione di un programma politico da parte del candidato, nessun confronto di merito; in tanti si sarebbero aspettati perlomeno una dichiarazione d’intenti sul lavoro che lo attende. Il mio ovviamente è un rilievo unicamente politico, non ci sono questioni personali. E l’unica motivazione fornita per la modalità praticata è stata quella relativa alla necessità di fare in fretta in vista delle prossime elezioni amministrative. Si sarebbe potuto optare per un’altra strada ma non lo si è voluto fare, si è preferito consumare uno strappo.

Come hanno fatto tanti altri territori si poteva scegliere un confronto vero, attraverso un congresso territoriale, senza alibi, dimostrando maturità e autonomia. Attraverso un congresso nei circoli che a gennaio ci avrebbe permesso di avere un segretario provinciale riconosciuto dai nostri iscritti, approfittando tra l’altro delle convocazioni già previste per il voto del segretario nazionale. Stiamo iniziando un percorso congressuale in cui tutti si stanno riempiendo la bocca di buoni propositi, come ad esempio quello di aprirsi per riconquistare il nostro popolo.
E invece a Rimini per decidere il da farsi si è scelto di rinchiudersi nelle telefonate, nelle ipocrisie delle false dichiarazioni d’intenti e nei caminetti tra pochi intimi.

I nostri iscritti non sono stati coinvolti su nulla. Inoltre, un appunto formale ma di sostanza: se ipoteticamente tra gli iscritti ci fosse stato qualcuno intenzionato a proporsi, cosa avrebbe dovuto fare, visto che nessun regolamento è stato approvato, nessuna scadenza è stata indicata e nessuna pubblicità è stata fatta tra gli iscritti? Chi non era parte dell’assemblea dei delegati non ha saputo nulla su questo passaggio e ritengo questo un fatto di una gravità inaudita, per un partito che si chiama ‘democratico’ e che fa scelte nettamente contrarie allo spirito che ci dovrebbe caratterizzare. Non abbiamo ancora colto il significato della sconfitta del 4 marzo; avanti di questo passo saremo impegnati solo a raccogliere cocci.

Abbiamo davvero così paura delle idee e del confronto? Perché? L’invito avanzato da molti è stato quello di fermarsi e valutare tutte le condizioni per affermare condivisione e processo democratico che avevamo chiesto tutti. Non lo si fa imponendo scelte ma condividendole nello spirito di una vera partecipazione democratica; non si è voluto fare uno sforzo in tal senso, è un fatto politico rilevante di cui prendere atto e che va denunciato. E’ evidente che se non ci sono le condizioni per l’unità, una maggioranza ha tutto il diritto di fare le proprie scelte, ma questo tentativo non è nemmeno stato fatto e questo per noi rimane un fatto politicamente molto grave”.

La dichiarazione del neo segretario Filippo Sacchetti

Prima ancora di manifestare soddisfazione per la nomina a segretario provinciale del Pd, sento su di me una grande responsabilità per il compito da affrontare, resa ancora più gravosa dalla difficoltà indiscutibile che sta oggi vivendo il partito democratico.

Una difficoltà che parte da prima delle pesanti sconfitte elettorali subite sia al referendum che alle recenti politiche e che è la fotografia di una rottura e perdita di credibilità con una parte significativa del nostro Paese.

Essermi candidato su spinta dei giovani del Pd e al di fuori delle piccole correnti di partito, ritengo possa essere un elemento che garantisca più di qualsiasi parola il mio impegno per un’idea della politica che é l’attività più nobile che esista. Quando libera e disinteressata.

E’ mia intenzione proseguire nell’azione di rinnovamento della classe dirigente, già avviata da Stefano Giannini che va ringraziato per il lavoro generoso speso in questi mesi.

Ma la prima vera condizione per ricostruire il partito democratico é di ordine morale e culturale.

Bisogna smettere di avere quel modo autoreferenziale di chi pensa di aver sempre ragione, e che si consuma in vicende interne incomprensibili ed inutili.

L’unità la dobbiamo ritrovare con i cittadini in carne ed ossa, tornando nel mondo reale e nel confronto con le nostre comunità.

Dobbiamo poter dare spazio ai progetti, sociali, di vita e di impresa, di potersi realizzare.

Il mio impegno sarà quello di essere il segretario di tutti, nella consapevolezza che tornare ad essere una comunità politica coesa lo si afferma con uno stile di lavoro inclusivo e nel lavoro quotidiano.

Serve l’impegno di tutti e serve un partito aperto, plurale ed inclusivo dove le differenze non si trasformino in veti e pregiudizi.

Nel nostro territorio i cittadini ci hanno consegnato importanti responsabilità amministrative e non c’é dubbio che l’azione positiva dei nostri sindaci e dei nostri eletti nelle istituzioni, costituiscano un patrimonio prezioso di credibilità che va, però, continuamente rinnovato.

Non si governa di inerzia, ma con un progetto di futuro. Contro coloro che invece proporranno solo la ricetta “a casa il PD”.

Non ci sono rendite di posizione acquisite che devo impegnarmi a tutelare e dobbiamo avere la piena consapevolezza che l’autorevolezza ed il consenso lo si guadagna ogni giorno con la capacità di essere utili alle nostre comunità. Sarà quello il campo del confronto.

Nei prossimi mesi ci aspettano sfide e verifiche importanti: le elezioni amministrative in 19 comuni su 25 della nostra provincia, e le elezioni Europee, che saranno un reale spartiacque tra diverse idee di mondo, e che segneranno i prossimi anni con ricadute dirette anche nel nostro paese.

Ho sostenuto la necessità di un percorso rapido, a fronte di un congresso (quello nazionale con le primarie fissate per il 3 marzo), perché fossimo messi nelle condizioni di progettare, condividere e raccogliere dai territori le migliori proposte e metterle a servizio del futuro che ci aspetta. L’ho fatto convintamente, pensando che l’interesse di partito debba venire dopo l’interesse della comunità. Una priorità da tenere tale.

Vorrei, infine, ringraziare Alberto Ravaioli per avere garantito la massima correttezza ed impegno in un passaggio delicato ed impegnativo per il nostro partito“.

 

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