Indietro
menu
Sicurezza o insicurezza?

Decreto sicurezza, come cambia l'accoglienza. Lisi: non si cancellano le persone

In foto: repertorio
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
gio 29 nov 2018 16:22 ~ ultimo agg. 30 nov 09:41
Facebook Whatsapp Telegram Twitter
Print Friendly, PDF & Email
Tempo di lettura 2 min
Facebook Twitter
Print Friendly, PDF & Email

Dopo la fiducia al Senato, con quella posta ieri alla Camera è arrivato il via libera definitivo al Decreto Sicurezza. Un provvedimento molto discusso che cambierà radicalmente il sistema di accoglienza in Italia.

 

Ad esempio, si riduce da 35 a 19 euro la spesa al giorno per migrante. A tutti sarà garantito vitto, alloggio, kit igienico-sanitario, il pocket money e una scheda telefonica di 5 euro. I servizi saranno poi differenziati a seconda del tipo di struttura di accoglienza: niente servizio mensa, lavanderia o servizi amministrativi a chi si trova in piccole strutture come gli appartamenti dove i migranti cucineranno da soli. Solo ai rifugiati saranno garantite lezioni di italiani e corsi di formazione professionale. Al sistema di protezione per richiedenti asilo gestito con i comuni (lo Sprar) avranno accesso solo i titolari di protezione internazionale e i minori stranieri non accompagnati. Per gli altri ci sarà spazio nel centri di accoglienza straordinaria (Cas). Viene cancellato il permesso di soggiorno per motivi umanitari della durata di due anni. Al suo posto vengono introdotti i permessi per protezione sociale (durata un anno), per calamità naturale (6 mesi), per gravi condizioni di salute (un anno), per atti di particolare valore civile e per casi speciali (come vittime di sfruttamento o violenza). Previste anche misure collaterali per velocizzare le procedure di registrazione e gestione dei migranti, come l’istituzione a partire dal 1° gennaio 2019 di 10 nuove Commissioni territoriali per lo smaltimento delle domande di asilo pendenti. Il decreto prolunga poi a 180 giorni la durata massima del trattenimento nei centri di permanenza per il rimpatrio per consentire così l’accertamento accurato di identità e nazionalità. Vengono poi inseriti nuovi paletti per la revoca della protezione internazionale in caso di condanna definitiva: le new entry sono violenza sessuale, spaccio di droga, rapina ed estorsione. Si prevede anche che i richiedenti asilo non possano più ottenere l’iscrizione nelle liste anagrafiche dei residenti nel Comune in cui sono ospitati e che non possano più iscriversi al servizio sanitario nazionale, usufruendo al massimo di cure urgenti o essenziali ospedaliere o ambulatoriali.

Notizie correlate
di Redazione