domenica 16 dicembre 2018
di Redazione   
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ven 24 ago 2018 12:42 ~ ultimo agg. 13:21
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Si conclude domenica 26 agosto la mostra West Sidecar Story al centro commerciale Le Befane di Rimini. La mostra racconta le origini e l’affermazione del sidecar negli Stati Uniti. Il primo carrozzino venne attaccato ad una bicicletta già nel 1885 ma il suo periodo d’oro fu negli anni Venti grazie alle case motociclistiche più famose (Indian e Harley-Davidson) che produssero in proprio i carrozzini per le loro motociclette. Erano gli ‘Anni Ruggenti’, un’epoca descritta ampiamente dal cinema, dalla musica e dalla letteratura. La mostra è in collaborazione con il Museo del Sidecar di Cingoli.


La storia del Sidecar. La prima idea di sidecar si ebbe nel 1885 quando l’inventore J.A. Kirk depositò un brevetto che trasformava la propria bicicletta in un triciclo asimmetrico: egli attaccò ad una bicicletta Star (un velocipede a ruota alta) una ruota laterale con un supporto ed una sella per accogliere un passeggero. Anzi, non un passeggero: la persona nel sidecar aiutava il guidatore nel produrre forza motrice pedalando insieme a lui. Era nato il primo sidecar della storia.
I primi anni del ‘900. Con l’invenzione del motore a scoppio le biciclette diventarono motociclette e negli anni ’10 cominciarono a diffondersi i sidecar. A rappresentare questa parte di storia c’è in esposizione un autentico capolavoro: una Thor del 1911 con un elegantissimo carrozzino biposto in vimini. Il sidecar significava anche viaggiare con tutta la famiglia senza perdere l’aria in faccia e a costi accessibili. In pieno spirito pionieristico gli americani inventano lo scooter, un veicolo innovativo per tecnica ed estetica, qui ben rappresentato dalla Ner-a-car del 1924.
I ruggenti anni ’20. A cavallo degli anni ’20 vennero prodotte motociclette molto potenti. In particolare la Harley-Davidson, la Indian e la Reading Standard abbinarono le proprie bicilindriche ai sidecar. Nel 1918 la Reading Standard attaccò ad una motocicletta il carrozzino “più grande del mondo”, un FIS a 4 posti. La motocarrozzetta poteva quindi trasportare 6 passeggeri. Era più capiente di un’automobile. La Indian e la Harley-Davidson erano due marchi leggendari che si spartirono il mercato americano. La Harley abbinò vari modelli di carrozzino alle proprie moto: dal monoposto al biposto in linea, fino al curiosissimo “Triplex” (tre posti affiancati) del 1920. Quest’ultimo rappresenta un’ulteriore testimonianza della voglia di sperimentazione tipica dell’America degli Anni Ruggenti.
La Indian sperimentò invece il “cell cycle”, il sidecar-carcere: per educare gli utenti al rispetto del nuovo Codice della Strada, la Polizia di Los Angeles adottò nel 1925 un sistema che puniva l’automobilista o il motociclista reo di avere violato la legge sulla circolazione stradale. Chi infrangeva le regole veniva immediatamente rinchiuso nel sidecar carcerario, e quindi “disonorato” agli occhi degli altri possibili fuorilegge. Colpire uno per educarne cento! L’esperimento in realtà venne accantonato dopo pochi mesi e da allora non se ne ebbe più traccia. La stampa dell’epoca, però, aveva dato risalto a quest’oggetto quasi surreale.

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