sabato 19 gennaio 2019
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ven 11 mag 2018 17:07 ~ ultimo agg. 17:07
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In Emilia Romagna sono oltre 65mila le persone in condizione di povertà assoluta (il 3,3% della popolazione), vale a dire che non riescono ad acquistare beni e servizi essenziali per uno standard di vita minimo. A questi si aggiungono le persone in condizioni di gravissima indigenza, perlopiù senza fissa dimora, per i quali non esiste una vera e propria quantificazione. Lo spiega una ricerca dell’ufficio statistica regionale diffusa a margine della nota in cui si annuncia che l’Emilia Romagna potrà contare nel prossimo triennio su oltre 234 milioni di euro proprio contro la povertà. Il piano della ripartizione delle risorse a livello nazionale è stato ratificato ieri in Conferenza Unificata Stato-Regioni-Enti locali. L’Emilia-Romagna potrà contare su 75,3 milioni di euro per quest’anno, che saliranno a 78,7 nel 2019 e a 80,7 nel 2020. Dei 75 milioni per il 2018, 33 milioni stanziati dalla Regione con risorse proprie sono destinati a finanziare il Reddito di solidarietà, che diventeranno 34,7 il prossimo anno e 35 milioni nel 2020; 14,3 milioni, di provenienza statale, saranno assegnati ai Comuni per finanziare i servizi a sostegno dei nuclei familiari in povertà e delle persone senza fissa dimora. Di questi, 400mila euro saranno destinati per la prima volta e in via sperimentale a finanziare interventi affinché i ragazzi allontanati dalle famiglie sulla base di un provvedimento dell’autorità giudiziaria, raggiunta la maggiore età, possano costruire la propria autonomia senza cadere in stato di indigenza. Infine, 28 i milioni di fondi europei: 20 saranno utilizzati per l’inclusione sociale e l’inserimento lavorativo delle persone disagiate, 8 per i servizi sul territorio e la gestione di casi di marginalità estrema.

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