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Attualità Rimini

Manifesti inneggianti al Duce in centro. Il sindaco risponde per le rime

In foto: uno dei manifesti (newsrimini.it)
di Redazione   
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mar 30 gen 2018 11:30 ~ ultimo agg. 31 gen 15:27
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Dopo la vicenda del cartello “Arbeit macht frei” in un’officina di Rimini, questa mattina altri hanno pensato bene di scherzare con temi su cui da scherzare non c’è, questa volta con icone fasciste. Questa mattina nel centro storico di Rimini sono stati affissi alcuni manifesti con l’immagine del duce e lo slogan “Per un mondo più pulito torna in vita zio Benito”. I manifesti sono presto spariti dai muri del centro.

La segnalazione dei manifesti è arrivata anche al sindaco Andrea Gnassi, che a rima risponde con rima: “Al di là che l’apologia di fascismo è ancora un reato punito dalla legge e una violazione della Costituzione; detto che mi ritrovo in tutto e per tutto d’accordo con la posizione del Presidente Mattarella il quale solo pochi giorni fa- in occasione dell’ottantesimo delle leggi razziali- ha bollato con parole definitive la ‘fake story’ del ‘fascismo buono’; considerato che Rimini è Medaglia d’Oro per la Resistenza e simili gesti sono un’offesa prima di tutto per la città e per la comunità riminese; il mio commento sull’episodio potrebbe orientarsi verso un semplice ‘ _la mamma dei cretini è sempre incinta_ ’ oppure, parafrasando la rima baciata dei fascisti autori del manifesto, ‘ per un mondo più pulito, il fascista col carcere va punito’.

Scrive l’ANPI di Rimini: “In questi giorni in tutta Italia si registrano provocazioni di stampo fascista e nazista, dai concerti naziskin, agli striscioni collocati davanti alle scuole, ai volantini raffiguranti “il faccione di quando c’era lui”. Tutti questi gesti hanno in comune la vigliaccheria di chi fregiandosi da paladino della sicurezza di giorno, si trasforma in novello sgherro di notte, complice la mimetizzazione con le ombre dell’ oscurità; per poi riapparire alle luci del giorno chiedendo ai cittadini un voto in nome dell’italianità, della pelle color chiar di luna, dell’armiamoci e partite. Tutti costoro non ci fanno paura e nemmeno correremo loro dietro per gridare alle loro bravate”.

Mirco Ottaviani, responsabile regionale per Forza Nuova, commenta “Una goliardata, uno scherzo, un desiderio, ancora non è dato sapersi il motivo del gesto eppure è già scattata la corsa alla condanna e all’obbligatoria indignazione generale”.

“Singolare il fatto che il signor Sindaco non si sia parimenti indignato e non abbia evocato le stesse misure repressive quando sugli stessi muri – prosegue Ottaviani – apparivano quotidianamente imbrattamenti di ogni tipo, volgarmente spacciati per “graffiti” o “forme d’arte”, o addirittura, in numerosi casi, scritte o manifesti abusivi riportanti insulti e minacce ai dirigenti e ai militanti del nostro movimento.”

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