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gio 21 dic 2017 13:22 ~ ultimo agg. 13:22
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Giudizio positivo dalla segreteria dei circoli Pd al bilancio di previsione del comune di Rimini, che questa sera sarà al centro del consiglio comunale. Il gruppo dirigente del si è riunito su stimolo dei Circoli territoriali per confrontarsi su alcune scelte amministrative, una su tutte la reintroduzione del canone sui passi carrai.
Il quadro complessivo – si legge in una nota firmata dal segretario comunale Alberto Vanni Lazzariè quello di un bilancio che ha come perno politiche espansive di welfare, sicurezza, cultura, risanamento ambientale, rigenerazione urbana, in continuità con i valori e la sensibilità politica che fin qui ha segnato l’azione dell’amministrazione. Sensibilità in cui il Partito Democratico si riconosce. Sul fronte delle entrate, il raffronto con gli altri capoluoghi di Provincia e i Comuni turistici sul livello impositivo di tasse, tributi, tariffe dei servizi ai cittadini evidenziano come a Rimini siano applicati valori al di sotto della media ed in alcuni casi siano i più bassi in assoluto.

Ed è proprio in questo quadro complessivo che si inserisce l’introduzione del canone che “è opzionale per circa il 78 per cento dei passi esistenti – specifica Vanni Lazzari – con tariffe ben al di sotto della media regionale, esclude le situazioni a servizio delle disabilità ed è calmierato per le attività economiche e agricole sino all’occupazione di 10 mq”.

Nessuno – ammette il segretario comunale – vorrebbe agire sulle leve tributarie, sopratutto introdurne di nuove, e su questo punto vi sono legittime opinioni anche all’interno del dibattito di partito, ma un bilancio è il momento di sintesi in cui si mettono in campo anche idee, progetti, si fanno delle scelte per il bene comune.”

A seguito dell’approvazione del documento di bilancio il Pd organizzerà assemblee cittadine per illustrare i principali interventi.

L’incontro – conclude Vanni Lazzari – ha permesso anche di fare un ragionamento più ampio sulle condizioni in cui operano gli enti locali. Se 10 anni fa sembrava che autonomia e federalismo diventassero le condizioni in cui esercitare l’azione di governo, oggi gli enti sono di fatto ingessati. Per questo è da ritenersi sacrosanta la battaglia dei Comuni italiani per avere maggior autonomia organizzativa, fiscale e di investimenti in cambio del rispetto degli equilibri di bilancio. In questo maniera si può decidere se asfaltare strade , sostenere l’handicap e la sicurezza scegliendo di modulare le leve fiscali ( oggi impossibile) o ad esempio, di avere più strumenti per contrastare l’evasione tributaria”.

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