domenica 13 ottobre 2019
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di Andrea Polazzi   
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mer 13 dic 2017 13:49 ~ ultimo agg. 14 dic 07:29
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29.648 passi carrabili autorizzati nel comune di Rimini con 20.618 intestatari tra privati e imprese. Questa la platea interessata dalla decisione dell’amministrazione di reintrodurre il canone sui passi carrabili, la Cosap, dopo la sua abrogazione decisa nel 2010. Ma se all’epoca, precisa il comune, la tariffa a mq era mediamente sui 60/70 euro, la previsione per il 2018 si attesta tra i 17 e i 25 euro al mq.. La stima è che il costo medio si aggirerà sui 40/50 euro per ogni cartello per un totale di circa 1,5 milioni che finiranno nelle casse comunali a copertura delle spese relative al welfare, al sostegno all’handicap, alla sicurezza e alla cultura. Voci per le quali, ad esempio, non è possibile agire sull’imposta di soggiorno vincolata al finanziamento del solo settore turistico.
Inoltre, precisa l’amministrazione, la Cosap non costituisce aumento dell’imposizione fiscale essendo opzionale. I titolari di uno o più passi carrai (che in questi giorni stanno ricevendo una lettera dall’apposito ufficio per la verifica dei dati) possono infatti rinunciare all’autorizzazione restituendo entro il 31 maggio 2018 il cartello posseduto. La gratuità, evidenzia il comune, ha fatto proliferare i passi carrai che da 22 mila sono arrivati a sfiorare i 30mila. Nel 2017 sono state 853 le chiamate alla Polizia municipale e nella maggior parte dei casi si è reso necessario l’intervento di due agenti e del relativo carro attrezzi per la rimozione, a fronte di una multa di 41 euro. L’amministrazione precisa anche che il canone non sarà applicato quando i passi carrabili consentono l’accesso ai portatori di handicap.
Una decisione comunque destinata a far discutere, anche all’interno della stessa maggioranza. Dai banchi del PD si è levata infatti la voce critica dell’ex segretario provinciale Juri Magrini che contesta il merito ma anche il metodo della decisione. Critico anche il presidente Confcommercio Indino che la bolla come un provvedimento anacronistico e penalizzante.

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