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In foto: il presidente Gianni Indino
di Redazione   
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ven 4 ago 2017 13:29 ~ ultimo agg. 13:42
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Dalla Confcommercio di Rimini sostegno ai commercianti riminesi che hanno ricevuto minacce dopo avere presentato denunce sulla vendita illegale di alcol ai minori ma anche equità nei controlli e nelle sanzioni: il riferimento è alla commerciante del centro storico che ha lamentato una disparità di pesi tra la sua irregolarità e quella di altri esercizi. (vedi notizia)


L’intervento di Gianni Indino, presidente della Confcommercio di Rimini:

“Come Confcommercio della Provincia di Rimini abbiamo da tempo sollecitato le amministrazioni comunali ad attuare controlli e verifiche sul rispetto delle regole nelle attività commerciali, dall’occupazione del suolo pubblico, all’esposizione delle merci, alla vendita di alcolici, rendendo nota la nostra soddisfazione per l’attuazione di capillari controlli su tutto il territorio. L’attività di controllo diviene uno degli strumenti più efficaci per il mantenimento della correttezza e della legalità e come ribadiamo sempre, chi si comporta secondo le regole non ha nulla da temere. A tal proposito, vogliamo sottolineare con forza la nostra vicinanza e la solidarietà ai commercianti riminesi che hanno ricevuto minacce dopo le denunce effettuate sulla vendita di alcol ai minori e nelle ore notturne.

D’altra parte ci dispiace leggere lo sfogo che una commerciante del centro storico, multata per un cartello abusivo, ha affidato ai media. Non possiamo ritenerlo giusto. Se vogliamo una Rimini a più alto tasso di legalità, spetta anche alle imprese adempiere agli obblighi e sottostare alle regole. Conoscendo le difficoltà e la burocrazia, ci adoperiamo in aiuto alle imprese, anche con nuovi servizi di consulenza che permettano alle aziende di stare in regola con i numerosi adempimenti previsti. Ma non possiamo lamentarci di illegalità, comportamenti illegittimi, concorrenza sleale e poi protestare se arrivano i controlli. La polizia municipale non avrebbe fatto bene a chiudere un occhio: da due errori non si fa una cosa giusta. Occorre comunque valutare la consistenza di qualsivoglia irregolarità secondo parametri di equità, che permettano a chi sbaglia di sanare le proprie mancanze con sanzioni adeguate al fatto contestato”.

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