giovedì 24 gennaio 2019
di Redazione   
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mer 31 mag 2017 14:06 ~ ultimo agg. 1 giu 12:52
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Flussi di denaro dalla Romagna per finanziare la Jihad. E’ questo il sospetto che ha portato la Digos e la Guardia di Finanza a perquisire nei giorni scorsi alcuni stranieri tra le province di Rimini, Cesena e Ravenna. Lo riferisce il Resto del Carlino. I controlli avrebbero riguardato nove commercianti e piccoli imprenditori nel settore alimentare che sono stati iscritti nel registro degli indagati della Procura distrettuale di Bologna. Il reato ipotizzato è quello di associazioni con finalità di terrorismo.
Gli indagati provengono da Marocco, Tunisia, Albania e Macedonia. Gli inquirenti sarebbero arrivati a loro al termine di indagini che li collocavano su posizioni dottrinali dell’Islam integralista, in particolare dei salafiti, e seguendo i soldi che partivano dal cesenate e dal riminese destinati ai paesi del Maghreb e a quelli ritenuti ad alto rischio terrorismo, come Belgio o Francia. Dei 9 indagati sono 3 quelli residenti a Rimini: un 49enne macedone, un 42enne albanese e un 57enne del Marocco. Stando alle indagini, riferisce Il Resto del Carlino, proprio Rimini sarebbe diventato il centro di riferimento dei salafiti oltranzisti di tutta la Regione.

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