domenica 20 gennaio 2019
di Redazione   
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mar 30 mag 2017 16:54 ~ ultimo agg. 31 mag 12:57
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Dopo la prostituzione, neanche nel contrasto alla vendita selvaggia di alcol le ordinanze del Comune di Rimini hanno fortuna. “Un anno fa – ricorda l’assessore alla sicurezza Jamil Sadegholvaad – il Comune di Rimini attuava ‘l’invenzione’ di una ordinanza che permettesse di porre un freno alla vendita indiscriminata e a ogni ora di alcol, soprattutto ai minori e specie in precise tipologie di esercizi commerciali, muovendosi abilmente e cinicamente nelle pieghe di leggi che, in buona sostanza, hanno scarso o nullo potere sanzionatorio”.

Ma l’ordinanza, dopo avere inizialmente resistito alle richieste di sospensiva, non ha retto nei successivi gradi di giudizio. Così come era avvenuto nel 2012 con la prima ordinanza comunale con tingibile e urgente contro la prostituzione in strada, anche questa ordinanza ha subito la stessa sorte, ovvero ricorsi accolti e pagamento delle spese legali.

“Rimane tutto intero il problema, quello cioè di combattere un fenomeno che non può essere spacciato come ‘libertà di scelta’ o ‘divertimento’ ma che incide profondamente sulle singole persone, sulle famiglie, sui territori. Portato avanti peraltro da personaggi senza alcuno scrupolo, che se ne fregano bellamente di ogni considerazione etica e anche delle leggi. Ed è inutile, e anzi un po’ ipocrita, gridare e invocare azioni e leggi più incisive quando non raramente accade l’incidente, il dramma. Visto che i Comuni vengono lasciati soli nel contrasto a questi fatti ‘sociali’, e visto che gli stessi Comuni vengono addirittura puniti nel momento in cui mettono in piedi iniziative inedite puntualmente colte nella loro fragilità da leggi che proteggono i furbi, cosa resta da fare? Alziamo le mani in segno di resa? Puntiamo il dito e diciamo ‘adesso ci pensi lo Stato’? Lasciamo le risposte alla sensibilità di ogni amministrazione”.

Rimini non abbasserà la guardia, assicura Sadegholvaad: “durante l’estate 2017, faremo controlli a tappeto, ancora più sistematici rispetto al passato, circa la vendita non autorizzata di alcool ai minorenni, verificando con i nostri uffici la possibilità, in caso di sanzione reiterata, di richiedere alla Prefettura l’applicazione dell’articolo 14 ter delle legge 125/2001 che prevede la sospensione dell’attività fino a tre mesi”.

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