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Educaid con la RIDS a Roma per i diritti delle persone disabili

di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 5 minuti
lun 19 dic 2016 16:16 ~ ultimo agg. 20 dic 15:41
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In occasione della ricorrenza della giornata internazionale delle persone con disabilità, della giornata mondiale dei diritti umani e dell’adozione della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei disabili, si è tenuto lo scorso martedì 13 dicembre, a Roma, presso la camera dei deputati, un evento intitolato “Inclusione della Disabilità nella cooperazione Italiana”
L’evento, organizzato dal ministero degli affari esteri e cooperazione internazionale, ha visto la partecipazione di varie figure istituzionali:, oltre al presidente della Rete Italiana Disabilità e sviluppo: Giampiero Griffo. Per le istituzioni, erano presenti: la vice presidente della camera, onorevole Marina Sereni; l’ambasciatore Pietro Sebastiani, direttore generale per la cooperazione allo sviluppo, ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale; la dottoressa Laura Frigenti, direttore generale dell’agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo; il dottor Raffaele Tangorra, direttore generale per l’inclusione e le politiche sociali, ministero del lavoro e delle politiche sociali. Era presente anche il rappresentante dell’alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati in Giordania, dottor Stefano Severe.

Gli interventi hanno principalmente messo in luce l’ottimo lavoro fin qui fatto dalla Cooperazione italiana allo sviluppo, leader a livello internazionale di una serie numerosa di iniziative, fra il 2009 e il 2014, concernente la disabilità; inoltre è stata ribadita l’importanza strategica del partenariato fra stato, organizzazioni non governative, società civile ed enti privati, come sancito dall’art. 32 della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei disabili. Tuttavia, è stato altresì ribadito come resti ancora molto da fare, tra cui: il rafforzamento dell’empowerment dei soggetti disabili, la risoluzione dei gravi problemi e le mancanze che affliggono quegli individui che vivono in contesti complicati, come coloro che provengono da zone di conflitto.

La vice presidente della camera, onorevole Marina Sereni, ha altresì ribadito il notevole impegno da parte dell’attuale legislatura in questo campo, citando, su tutti, il provvedimento legislativo numero 112/2016, avente oggetto l’assistenza, la cura e la protezione dei portatori di disabilità gravi, noto come “Legge Dopo di noi”.

 

 

Decisamente interessante è risultato anche l’intervento della dottoressa Laura Frigienti, che ha affermato come vi sia l’intenzione di finanziare futuri progetti per l’inserimento lavorativo dei disabili, nonché la protezione degli stessi soggetti che vivono in aree ove sono presenti conflitti, su tutti la Siria. A tal riguardo, sono stati istituiti quattro gruppi di lavoro a cui parteciperà la stessa agenzia, i quali si pongono obiettivi diversi ma strettamente correlati fra loro, come l’aggiornamento delle linee guida sulla disabilità, progettazione inclusiva su disabilità e servizi, gestione di situazioni di emergenza ove sono coinvolti individui disabili.

L’ambasciatore Pietro Sebastiani ha accennato alle varie iniziative avviate dalla cooperazione italiana in collaborazione con le Nazioni Unite, realizzando fra gli altri, un toolkit sulla disabilità nei paesi africani.

Il dottor Raffaele Tangorra ha ricordato il costante impegno da parte dell’osservatorio nazionale sulla convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei disabili, ricordando come questo sia costituito da organi governativi ma anche da membri provenienti dalla società civile in una forma di compartecipazione sempre più ampia, come richiesto proprio dalla convenzione medesima.

Il presidente della rete italiana disabilità e sviluppo, Giampiero Griffo, ha ribadito ulteriormente come ciascun intervento volto all’Empowerment degli individui disabili debba partire da un coinvolgimento attivo dei medesimi, secondo il principio “Niente su di noi, senza di noi”, poiché solamente grazie ad un sostanziale e concreto coinvolgimento attivo di tali individui, sarà possibile ottenere risultati di sviluppo concreti.

Decisamente importante è risultata la testimonianza del rappresentante dell’alto commissariato delle Nazioni Unite sui diritti dei migranti in Giordania, Stefano Severe il quale ha costituito la voce di chi opera direttamente sul campo, con progetti volti a migliorare le difficili situazionelle quali sono costretti a vivere i numerosi individui disabili che vivono nei campi profughi del paese mediorientale.

 

L’evento si è aperto e chiuso con una video testimonianza di Nujeen “The Journey“, una ragazza adolescente siriana afflitta da una forma di paralisi, fuggita assieme alla sorella dal conflitto del proprio paese d’origine e attualmente rifugiata in Germania in attesa dell’ottenimento dello status di rifugiata. Nella sua testimonianza, oltre a raccontare la propria storia, la ragazza conclude inviando un messaggio a tutti i capi di stato e di governo esortandoli affinché aumentino il loro impegno per il conseguimento della pace. Ma la ragazza si rivolge anche a tutti i disabili, esortandoli a non rassegnarsi d’innanzi agli handicap fisici e sociali con cui si ha a che fare quotidianamente, ma continuare a spingersi oltre senza accettare passivamente la propria condizione.

 

 

Non poteva mancare a questo evento, l’organizzazione non governativa riminese Educaid Onlus, da anni impegnata in progetti di cooperazione internazionale in campo educativo con un approccio inclusivo verso la disabilità, dove gli individui disabili non sono visti come persone che necessitano di una mera assistenza rispetto ai propri bisogni, ma sono posti al centro dei progetti in quanto soggetti attivi nei processi stessi di sviluppo. Su tutti, risulta decisamente fondamentale uno dei loro progetti avviati in Palestina che introduce una metodologia decisamente nuova nel contesto della cooperazione internazionale: il Peer to Peer, o consulenza alla pari: trattasi di un metodo di reciproco aiuto fra un individuo disabile, detto consulente e il consultante, un soggetto divenuto tale. Il consulente costituisce, agli occhi del consultante, la prova tangente del raggiungimento della propria emancipazione sociale nonostante il conseguimento di una certa disabilità. Tale metodo è stato sperimentato per la prima volta negli Stati Uniti all’interno di gruppi sociali fortemente marginalizzati.

Educaid ha partecipato alla presente iniziativa in quanto membro cofondatore della Rete Italiana disabilità e sviluppo, assieme ad AIFO, Associazione italiana Amici di Raoul Follereau; alla sezione italiana di Disabled Peoples International, DPI Italia Onlus, e dalla FISH, Federazione Italiana superamento Handicap. Per l’organizzazione non governativa riminese erano presenti: il presidente Ivo Giuseppe Pazzagli, il direttore Riccardo Sirri, la ricercatrice universitaria Arianna Taddei e i collaboratori Anita Montalti e Irid Domnori.

 

Personalmente, l’opportunità di partecipare al presente evento ha costituito un aspetto fondamentale nella mia crescita. Da futuro cooperante, è stato decisamente interessante ciascun contributo poiché mi è servito per conoscere il punto della situazione per quanto concerne la disabilità nella cooperazione internazionale.

Sono stato particolarmente colpito dall’intervento del direttore generale per la cooperazione allo sviluppo, ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ambasciatore Pietro Sebastiani, in particolare laddove ha enunciato i risultati concreti raggiunti dalla nostra cooperazione allo sviluppo in campo internazionale, con l’istituzione di un toolkit sulla disabilità per i paesi africani.

L’aspetto che invece mi lascia un po’ perplesso è costituito dall’eccessiva enfasi data, a mio modesto parere, alla legge emanata durante l’ultima legislatura, nota come “Legge Dopo di noi”. Nell’appena citato provvedimento legislativo, infatti, non è presente una chiara e netta definizione del termine “Disabilità grave” e non viene fatta alcuna menzione al quadro definito dall’Organizzazione Mondiale della sanità, OMS, nel documento IDF, nel quale la disabilità viene definita come la costante interazione fra l’handicap dell’individuo e l’ambiente in cui vive. Lo stessso Istat, ha espresso le proprie difficoltà nell’individuazione della platea degli individui aventi diritto ad usufruire del presente provvedimento legislativo, proprio a causa del mancato adeguamento da parte del legislatore alla definizione di disabilità emanata dall’OMS. Attualmente, di fatti, la legge 104/1992, alla cui fa riferimento il presente provvedimento legislativo nella definizione di Handicap grave, definisce questo come la progressiva riduzione delle capacità funzionali a causa di una malattia o menomazione. Inoltre, rinvia allo stanziamento di fondi a decreti attuativi governativi che sarebbero dovuti essere emanati dopo sei mesi dall’entrata in vigore della legge; tuttavia, a causa anche dell’attuale crisi di governo, le tempistiche in tal senso saranno inevitabilmente molto più lunghe.

Ultimo ma non meno interessante, è risultato il video messaggio di Nujeen. In un periodo storico così delicato, con un MedioOriente falcidiato dai conflitti ed il conseguente problema generato da una sempre maggiore proliferazione dei movimenti razzisti nel vecchio continente a causa degli ingenti flussi migratori,, tale testimonianza dovrebbe costituire un forte monito sia nei confronti delle istituzioni, che della cittadinanza nella sua interezza. La storia dovrebbe servire affinché non vengano effettuati gli stessi errori del passato, sebbene una tale proliferazione di successo conseguito dai partiti neonazisti o comunque di estrema destra, riporti alla memoria periodi decisamente cupi.

 

Irid Domnori

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