venerdì 18 gennaio 2019
di Redazione   
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mar 29 nov 2016 17:35 ~ ultimo agg. 1 dic 10:30
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“Siamo al dunque di tante vicende e questo è il periodo più difficile per la Fondazione ma a me piacciono le sfide. Ho sentito anche io le voci di presunte dimissioni ma non ho alcuna intenzione“, le precisazioni arrivano dalla presidente della Fondazione Carim Linda Gemmani intervenuta questa mattina ai microfoni della trasmissione di Radio Icaro e Icaro Tv Tempo Reale. Le voci di sue possibili dimissioni erano nate dopo il via libera da parte della maggioranza dei soci al documento nel quale la Fondazione prende le distanze dall’azione di responsabilità avviata dalla Banca contro gli ex amministratori ora a processo. “Le scelte difficili portano a posizioni contrastanti – spiega – ma a prevalere deve essere la difesa del patrimonio di tutti i cittadini che hanno investito nella banca e, in questo frangente, questo non si sposa con gli interessi personali di qualcuno.” Il futuro della Fondazione, spiega la Gemmani, sarà quello di favorire lo sviluppo di relazioni avvicinando i soggetti in grado di mettere sul piatto i capitali ai progetti. Uno su tutti l’Università: la Fondazione ha giocato un ruolo fondamentale nella nascita e nello sviluppo del polo riminese ma ora serve che scendano in campo altri. Il destino della Fondazione è comunque direttamente legato a quello della Banca che entro fine anno dovrebbe conoscere l’esito dell’ispezione effettuata nei mesi scorsi da Bankitalia (deve essere ufficializzata la relazione). Entro primavera si dovrebbe sapere il destino di Carim, auspica la Gemmani.

. L’intervista integrale a Linda Gemmani è sulla pagina facebook di Tempo Reale

Il Consiglio Generale della Fondazione Carim ha approvato all’unanimità il Documento programmatico previsionale 2017 della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini. Nei giorni scorsi, il testo aveva ricevuto il parere favorevole, e sempre unanime, dell’Assemblea dei soci.

Il Documento, che fissa le linee d’impostazione dell’attività della Fondazione per il prossimo anno, evidenzia la volontà di operare in quattro settori: Arte, attività e beni culturali; Educazione, istruzione e formazione; Volontariato, filantropia e beneficenza; Sviluppo locale. L’attenzione – spiega una nota – sarà focalizzata soprattutto sulle macro aree dell’educazione e del sociale, su cui la Fondazione ha importanti impegni. Per finanziare le proprie attività sociali nel 2017 la Fondazione ha deliberato uno stanziamento di 660.000 euro (il finanziamento complessivo per il 2016 era di 1,5 milioni), una somma assai inferiore rispetto agli esercizi precedenti, ma coerente con la volontà di adottare una linea di marcata prudenza in un momento da un lato di turbolenza dei mercati, dall’altro di ridefinizione degli assetti patrimoniali dell’ente.

Confermiamodice la Presidente, Linda Gemmanila nostra prioritaria attenzione per l’Università, che rappresenta un’infrastruttura formativa e culturale essenziale per l’area riminese. Crediamo anche che si debba lavorare, con il concorso di tutti, per ampliare l’arco dei soggetti disponibili in futuro a sostenere, attraverso Uni.Rimini, l’attività e la presenza del Campus”.

Centrale sarà anche il supporto al lavoro delle organizzazioni che operano con progetti significativi nel campo dell’affronto del bisogno e della solidarietà, alla luce della crescita di situazioni di impoverimento e in taluni casi di emergenza sociale, che si registrano anche sul territorio provinciale.

In questo senso – osserva la Presidente Gemmani – ci auguriamo che vi sia adeguata adesione ai due bandi per progetti di contrasto alla povertà educativa minorile che presentiamo pubblicamente mercoledì 30 novembre e che rappresentano un’opportunità unica per portare sul nostro territorio risorse economiche rilevanti a favore di iniziative per il recupero e l’inserimento di bambini e adolescenti in difficoltà”.

La Fondazione conferma l’attenzione, attraverso le iniziative da tempo sostenute, anche nei riguardi dei temi dell’innovazione e della promozione della cultura imprenditoriale, sui quali l’area riminese ha esigenza di progredire rapidamente per esprimere migliori standard di competitività sia nelle intraprese civili che nelle attività economiche.

 

Il Documento induce, inoltre, una riflessione su Castel Sismondo. Proprio questa settimana il sindaco Gnassi ha riferito di un confronto in atto per poter rivedere la convenzione e destinare il Castello ai progetti felliniani finanziati dal Ministero.

Stiamo ragionando con l’Amministrazione comunale – continua la Presidente Gemmani –  Puntiamo alla massima valorizzazione del Castello. La Fondazione 18 anni fa lo ha recuperato e attrezzato, ne ha fatto un contenitore culturale di grande prestigio, vi ha svolto iniziative di alto livello. Ora si tratta di capire come la Rocca possa sviluppare ancor più le sue notevoli potenzialità a beneficio della città. Il progetto felliniano può rappresentare una significativa opportunità”.

Sottolineando l’unanime consenso che il documento ha ricevuto dai propri organi istituzionali, la Fondazione definisce prioritario l’interesse che, come tutti gli azionisti, nutre per la situazione di Banca Carim, strumento da sempre fondamentale per la crescita del territorio riminese e del quale si ritiene auspicabile il completamento in tempi celeri del percorso di risanamento.

Siamo sicuririleva la Presidente Gemmaniche i vertici della Banca vorranno e sapranno lavorare concretamente e al meglio, in questa fase, per l’individuazione di adeguate soluzioni di rilancio della società”.

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