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Attualità Coriano

Legalizzazione cannabis: il fermo no di San Patrignano

In foto: I ragazzi del San Patrignano Running Team
di Simona Mulazzani   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
lun 18 lug 2016 11:16
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Approderà alla discussione del Parlamento lunedì prossimo, 25 luglio, la legge sulla legalizzazione  della cannabis. La Comunità San Patrignano ribadisce la propria assoluta contrarietà: “si vuole solo risolvere un problema economico, per portare nuovi soldi nelle casse dello Stato“. La comunità ricorda che nell’ultimo anno sono entrati per disintossicarsi 10 ragazzi, molti dei quali minorenni, solo per uso di cannabis. Un primo contatto con questa droga, molto dannosa a livello cerebrale è attorno ai 12-13 anni: “Siamo certi che la legalizzazione farebbe aumentare il consumo“.

E all’idea che la legalizzazione fermerebbe i giri malavitosi che c’è attorno a questo mercato: “come già disse Paolo Borsellino, la mafia e la criminalità, se ci sarà la legalizzazione, non faranno fatica a riorganizzarsi. In primis continueranno a controllare il mercato di tutte le altre droghe e dato che con la legalizzazione aumenteranno i consumatori di cannabis è facile che troveranno ulteriori clienti per le altre sostanze.

la nota di San Patrignano

Lo Stato deve avere ben altre priorità, interessandosi alla disoccupazione giovanile, all’integrazione, alla sicurezza, ai trasporti, senza mai dimenticarsi il suo ruolo educativo. Non può abbandonare i giovani a loro stessi ridicolizzando i rischi di una sostanza stupefacente, a maggior ragione in una situazione storica in cui famiglie e scuola faticano incredibilmente a ricoprire il loro ruolo di agenzie educative. Lo Stato deve essere quindi il primo a dover porre dei paletti, ad avere il coraggio di dire dei no.

 

Legalizzando andremo sempre più verso la normalizzazione delle droghe con un messaggio profondamente sbagliato per tutti gli adolescenti. Sdoganeremmo completamente l’utilizzo di una sostanza molto dannosa sia a livello cerebrale, soprattutto se assunta in età di sviluppo, sia perché spesso è la porta d’ingresso alle altre sostanze. Dalla nostra esperienza il primo contatto avviene proprio verso i 12 – 13 anni. Solo nell’ultimo anno sono entrati a San Patrignano 10 ragazzi per uso unicamente di cannabis, tutti minorenni o appena maggiorenni. Purtroppo siamo certi che con la legalizzazione aumenterebbe il consumo. E’ successo in Colorado dove i consumi sono aumentati dal 27 al 31 per cento nell’arco di tre anni (dal 2011 al 2014). E’ successo in Italia con il gioco d’azzardo, con un incremento negli ultimi cinque anni di circa il 90%. Una liberalizzazione che ha portato vantaggi anche in questo caso alle casse dello Stato, ma che ha fatto esplodere un problema sociale.

 

Infine, come già disse Paolo Borsellino, la mafia e la criminalità, se ci sarà la legalizzazione, non faranno fatica a riorganizzarsi. In primis continueranno a controllare il mercato di tutte le altre droghe e dato che con la legalizzazione aumenteranno i consumatori di cannabis è facile che troveranno ulteriori clienti per le altre sostanze. Inoltre la criminalità continuerà a gestire il mercato della cannabis per i minorenni e con una politica dei prezzi al ribasso, come avvenuto in Colorado, siamo certi continueranno ad avere fra i loro clienti i cittadini più poveri.