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Attualità Nazionale

Concessioni balneari. L'Unione Europea frena la riforma italiana

In foto: repertorio
di Redazione   
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sab 30 lug 2016 08:33 ~ ultimo agg. 14:30
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La nuova legge italiana non deve tutelare gli operatori esistenti ma favorire l’ingresso di nuovi concessionari. Agli attuali gestori degli stabilimenti potranno essere riconosciuti indennizzi limitati, senza eccessi nel valorizzare la “professionalità e esperienza acquisita”, che è invece uno dei cardini della legge quadro allo studio del governo. “Le misure di indennizzo devono essere adeguate e proporzionate, ma ove diventassero eccessive o si creasse una preferenza ovvia per gli attuali esercenti, configurerebbero una chiusura al principio di libera concorrenza, a solo vantaggio degli attuali concessionari”, riporta la sintesi dell’incontro di alcuni giorni fa a Bruxelles tra la direttrice generale della commissione europea alla crescita Lowri Evans e il sottosegretario italiano agli affari europei Sandro Gozi. Il sottosegretario ha presentato il progetto di riforma delle concessioni balneari elaborato dal Governo dopo la sentenza europea che ha bocciato la proroga al 2020. La nuova legge sulle concessioni demaniali, secondo l’Europa, non potrà perciò essere costruita per tutelare gli attuali titolari delle concessioni e dovrà contenere un calendario “complessivo e controllabile”. La Evans ha proposto un nuovo incontro a settembre.

Il presidente dell’Anci, Piero Fassino e il delegato al Turismo e al demanio marittimo dell’Associazione e Sindaco di Rimini, Andrea Gnassi in una lettera inviata al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Sandro Gozi, un incontro per lavorare “alla definizione di una regolamentazione finalmente chiara e stabile”.

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