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APG23: festa del riconoscimento per 90 giovani usciti dalla droga

In foto: La Messa del Riconoscimento
di Redazione   
Tempo di lettura lettura: 2 minuti
mer 24 dic 2014 11:50 ~ ultimo agg. 26 dic 15:00
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Saranno 90 ragazzi che, il giorno di Santo Stefano, dopo avere terminato il programma terapeutico con la Comunità Papa Giovanni XXIII, celebreranno a Rimini la tradizionale “festa del riconoscimento”, la rinascita dopo aver sconfitto la droga.

Il 26 dicembre nella parrocchia della Resurrezione di Rimini, dove don Oreste Benzi fu parroco per 32 anni, monsignor Giovanni D’Ercole, Vescovo di Ascoli Piceno, celebrerà la “Messa del Riconoscimento”. Sarà presente anche Giovanni Ramonda, responsabile generale della Comunità.

«Nell’udienza che abbiamo avuto sabato scorso Papa Francesco ha detto che i nostri racconti parlano “di schiavitù e di liberazione – spiega RamondaUno dei cammini più belli che sperimentiamo è proprio quello della liberazione dalla schiavitù della droga, ed è bellissimo ogni anno vedere la gioia ritrovata nell’abbraccio tra genitori e figli».

I giovani coinvolti – spiega la Papa Giovanni – hanno un’età perlopiù superiore ai 30 anni, in alcuni casi anche fino ai 45, con una lunga storia di dipendenza da sostanze e vissuti spesso drammatici. 70 di loro provengono dalle Comunità Terapeutiche in Italia, gli altri da Croazia, Albania, Brasile, Bolivia e Cile.
Sono entrati in Comunità soprattutto per dipendenza da eroina e cocaina, che continuano ad essere sostanze d’abuso molto diffuse, ma è in crescita l’utilizzo di droghe sintetiche sotto forma di pasticche. In aumento anche l’abuso di alcol e la dipendenza dal gioco d’azzardo.

«Sono 595 i ragazzi in programma terapeutico dal 1° gennaio 2014 nelle strutture della Papa Giovanni, in Italia e all’estero, 490 maschi e 105 femmine. Giovanni Salina, responsabile del Servizio Tossicodipendenze dell’associazione, racconta che “a febbraio 2014 è stata aperta l’ultima Comunità terapeutica, in Argentina a Puerto Madryn. Sono stati potenziati i progetti di prevenzione dalle dipendenze nelle scuole medie inferiori e nelle classi delle scuole superiori”.

Sempre nel 2014, prosegue Salina, “è stato sperimentato un progetto molto particolare, “Liberi sicuri ed imparati, mattone su mattone”. Quattro giovani in ultima fase del programma terapeutico sono stati inseriti in un’impresa edile con altrettante borse lavoro. È la prima volta che dei ragazzi che sono ancora in comunità hanno la possibilità di essere impiegati all’esterno, in un cantiere reale, misurandosi con la realtà del mondo del lavoro. Un’esperienza determinante per il successivo cammino verso l’autonomia”.

www.apg23.org